Il Giardino dell'Antico Egitto, che sarà una serra dal 2024, al Museo Egizio

Un nuovo spazio verde nel cuore di Torino da non perdere di vista, stavolta in uno dei suoi cortili più frequentati, quello del Museo Egizio. Il Cortile Aperto: Flora dell'antico Egitto è un giardino aperto gratuitamente nello spazio che porta verso la biglietteria, ed è il primo passo della trasformazione dell'intera corte, in vista delle celebrazioni per il bicentenario del Museo, nel 2024. Il cortile interno "del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte" anticipa il comunicato stampa. Tra le piante selezionate, "il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all'alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto&qu

Federico Patellani professione fotoreporter, a Palazzo Madama

Il progetto Neorealismo, con cui numerosi enti culturali torinesi rendono omaggio al Neorealismo, parte dalla Corte Medievale di Palazzo Madama ed è un commovente viaggio nell'Italia del dopoguerra. Federico Patellani, professione fotoreporter propone, fino al 13 settembre 2015, 90 fotografie in bianco e nero scattate dal famoso fotoreporter dalla fine della Seconda Guerra Mondiale agli anni 60. La mostra è divisa in cinque sezioni, che raccontano gli effetti devastanti della guerra sulle città italiane, la ricostruzione e la ripresa economica, il Meridione con le Isole, Miss Italia e il cinema, i ritratti di artisti e intellettuali.

Le foto sono davvero un racconto dell'Italia che fu, il volto annerito dei minatori sardi, le famiglie siciliane vestite a festa, il sorriso delle ragazze in piazza dei Miracoli, le bandiere comuniste, i lineamenti intensi delle donne meridionali, le ragazze di Miss Italia che si fanno prendere le misure e, addirittura, controllare la dentatura (a Lucia Bosè!), Anna Magnani immersa nell'acqua e Totò nel camerino. Sono foto che emozionano, commuovono e suscitano tenerezza, come lo scudo crociato dipinto su un muro e una falce martello dietro a un bambino. Si guardano questi volti antichi, che sono stati i nostri genitori o i nostri nonni e davvero si pensa al neorealismo, ai film di Roberto Rossellini o Vittorio De Sica. E' uno storytelling ante-litteram, sono cinema e fotografia che si mescolano e raccontano la storia dell'Italia. E' un viaggio affascinante, commovente e affettuoso in quello che siamo stati ed è davvero da non perdere.

Federico Patellani è considerato uno dei più importanti fotografi italiani del XX secolo. Nato a Monza nel 1911, Patellani si avvicinò alla fotografia dopo la laurea in legge, durante il servizio militare in Africa, nel 1935. Tornato in Italia, iniziò a collaborare con il Tempo e alla fine della Guerra, nel 1946, iniziò un lungo viaggio nel Sud italiano, che avrebbe poi ripetuto periodicamente, per raccontare le difficoltà e la rinascita di quelle regioni. Le sue fotografie, oggi, sono una pagina di storia, una testimonianza attenta e senza giudizi della vita quotidiana delle genti del Meridione, della Sicilia e della Sardegna. Negli stessi anni frequentò artisti, cineasti e intellettuali ritraendo l'intellighenzia italiana dell'epoca.

Federico Patellani professione fotoreporter rimarrà aperta fino al 13 settembre 2015. L'orario d'apertura è da lunedì a sabato dalle 10 alle 18, domenica dalle 10 alle 19. Il biglietto costa 8 euro, ridotto 5 euro, gratuito per bambini fino a 14 anni, disabili e possessori della tessera Abbonamento musei e Torino+Piemonte Card. Il catalogo è di Silvana Editoriale. Tutte le info su www.palazzomadamatorino.it.


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