La Manica della Fondazione Collegio Universitario Einaudi, colorato e accogliente

Un edificio degli anni '50, in corso Lione, trasformato in La Manica, un collegio universitario da 41 posti, a pochi passi dal Politecnico e a poca distanza dalle fermate dei bus che conducono verso le diversi sedi universitarie sparse in città. È la bella operazione appena completata dalla Fondazione Collegio Universitario Einaudi, che, spiega nel comunicato stampa, "è impegnata nel rinnovamento di tutte e cinque le proprie residenze e nel recupero di immobili di proprietà fino ad oggi adibiti ad altri usi, con l'obiettivo da una parte di adeguarle a esigenze e standard della vita contemporanea, dall'altra di ampliare il numero di posti di studio e contribuire così all'aumento di questo tipo di offerta da parte del Sistema Universitario Torinese". La ristrutturazione de La Manica è piuttosto interessante perché garantisce ai 41 studenti non solo spazi privati dotati di tutti i comfort, manche ampi luoghi di socializzazione. Realizzata su progetto di DAR

Il Monumento di Vittorio Emanuele II, tra i più alti di Torino

Monumenti, nel centro di Torino, ce ne sono tanti, da quello dedicato ai Caduti del Frejus, in piazza Statuto, al Soldato Sardo di piazza Castello a re Carlo Alberto, in piazza Carlo Alberto, fino all'energico Giuseppe Garibaldi, lungo il Po, l'unica statua italiana del Generale che non guarda verso Roma, ma verso Genova, e tutti gli altri nelle varie piazze storiche. Ma quando i torinesi si danno appuntamento al Monumento o parlano del Monumento, si riferiscono a uno solo: la statua di re Vittorio Emanuele II, all'incrocio tra corso Vittorio Emanuele II e corso Galileo Ferraris.

Monumento Vittorio Emanuele II Monumento Vittorio Emanuele II

Il monumento è costituito da quattro alte colonne in stile dorico, al di sopra delle quali c'è la statua in bronzo del re, in piedi e fiero, con la spada al fianco, nell'immagine di Padre della Patria maschio e rassicurante. L'altezza totale del monumento è di 39 metri, alla base delle colonne, una per lato, ci sono quattro statue, che rappresentano la Libertà, la Fratellanza, l'Unità e il Lavoro. Intorno al monumento si muove oggi il traffico impaziente di una delle arterie più importanti del centro di Torino, corso Vittorio Emanuele, che porta dal Po fino a piazza Rivoli, nell'area occidentale della città. Una delle immagini più suggestive che questo monumento regala è dai tetti dell'antica Torino: ci sono balconi e finestre, agli ultimi piani, in cui si può vedere il capo del Re, spuntare dai tetti e, se state attenti, negli skyline classici di Torino non è difficile veder spuntare il faccione di Vittorio Emanuele.

Monumento Vittorio Emanuele II Monumento Vittorio Emanuele II

Se oggi noi torinesi siamo affezionati al nostro monumento, non è stato sempre così. La costruzione del complesso, nella seconda metà del XIX secolo, fu piuttosto tormentata. La statua fu voluta da re Umberto I, che voleva onorare il padre nella sua prima capitale, con un monumento all'altezza della sua impresa storica. Fu bandito un concorso, vinto dallo scultore genovese Pietro Costa. E qui iniziarono i guai: ci vollero ben vent'anni, tra incomprensioni e liti con il Municipio di Torino, perché Costa terminasse il suo lavoro. E fu così coinvolgente e faticoso che praticamente non ci sono stati altri lavori di rilievo nella vita dello scultore. Superate le difficoltà, il monumento fu inaugurato il 9 settembre 1899, in una Torino festosa e un po' nostalgica, che ricordava il suo ultimo Re di Sardegna e il primo Re d'Italia. Certo, nessuno si sarebbe immaginato che sarebbe poi diventato la rotonda di uno degli incroci più importanti della città, ma è anche vero che vedere il Monumento da lontano, non solo è un aiuto all'orientamento, ma è anche Torino, una delle sue immagini più care.


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