Il Giardino dell'Antico Egitto, che sarà una serra dal 2024, al Museo Egizio

Un nuovo spazio verde nel cuore di Torino da non perdere di vista, stavolta in uno dei suoi cortili più frequentati, quello del Museo Egizio. Il Cortile Aperto: Flora dell'antico Egitto è un giardino aperto gratuitamente nello spazio che porta verso la biglietteria, ed è il primo passo della trasformazione dell'intera corte, in vista delle celebrazioni per il bicentenario del Museo, nel 2024. Il cortile interno "del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte" anticipa il comunicato stampa. Tra le piante selezionate, "il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all'alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto&qu

Sui tetti dell'ex CEAT, giardini pensili e dodici ville urbane

Probabilmente chi è nato prima degli anni 90 ricorda, in largo Regio Parco, la passerella che, attraversando Corso Palermo, univa gli edifici della CEAT. Su uno dei due edifici campeggiava anche la scritta orgogliosa della fabbrica di pneumatici: CEAT. Oggi non ci sono più né la CEAT né gli uffici. Rimangono gli edifici, che sono stati ampiamente ristrutturati e destinati a uffici di altri marchi e ad abitazioni. La trasformazione più interessante ha riguardato l'edificio compreso tra via Pisa, corso Regio Parco, via Parma e via Foggia ed è stata firmata dallo Studio Rolla per DE-GA spa.

Anche qui, come già visto nella ristrutturazione della ex Tobler di via Aosta, le facciate sono state mantenute intatte, a ricordare il passato industriale dell'edificio. Le trasformazioni hanno riguardato l'architettura interna, il cortile e, curiosamente, i tetti. Agli architetti che danno una vita postindustriale a questi edifici, piacciono molto i tetti verdi e abitabili. Se alla ex Tobler sono stati riempiti di verde, di verande e di ampie vetrate, alla CEAT sono state addirittura costruite dodici ville urbane, immerse in inaspettati giardini pensili e caratterizzate, anche in questo caso, da ampie vetrate. La facciata dell'edificio su corso Regio Parco è davvero affascinante, per la convivenza tra la facciata del passato, rinnovata con nuovi colori, e le ville e il verde che si affacciano dall'alto, in armonia con l'ampio viale del corso (fate una passeggiata in corso Regio Parco, godendovi l'ombra della carreggiata centrale, pedonalizzata, e ammirando architetture vecchie e nuove, che si mescolano e convivono in modo gradevole).

All'interno, il progetto di riqualificazione dell'ex CEAT ha ricavato 60 loft, di diversa metratura, e vari spazi, destinati a uffici. La ristrutturazione si è servita anche delle moderne tecnologie del risparmio energetico: l'acqua di falda serve per garantire un raffrescamento eco-compatibile, i vetri a emissione regolabile usano in modo razionale i raggi solari, le pareti sono isolate termicamente. L'edificio può essere visto solo dall'esterno: è comprensibile, ma, a giudicare dalle fotografie degli interni che si possono vedere su divisare.com, cortile compreso, è un peccato.

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