Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Sulla Dora, il ponte più giovane di Torino

Ponti di pietra e ponti strategici, ponti di fascino architettonico e ponti pragmatici, contro le alluvioni. Da quasi quattro anni Torino ha un nuovo ponte da aggiungere alla lista. Attraversa la Dora in Spina 3 e collega via Livorno a via Orvieto. Se i ponti storici della città colpiscono per la loro monumentalità e la loro solida architettura, questo nuovo ponte, costruito laddove una volta c'erano le industrie pesanti, colpisce per le sue atmosfere postindustriali.

Progettato dal Comune, con la consulenza dello Studio De Ferrari Architetti e dell'ingegner Diego Menardi, il ponte è a campata unica, con una luce di 43 metri, ed è costituito da otto travi d'acciaio alte ben 140 cm, su cui è stata gettata una soletta di circa 30 cm di spessore; è largo circa 32 metri ed è formato da due carreggiate a doppia corsia, più una carreggiata centrale per il trasporto pubblico, separata dalle altre da piccole banchine. Su queste banchine svettano le due grandi V, che colpiscono l'osservatore. Il ponte ha infatti una struttura d'acciaio, che viene rafforzata da cavi d'acciaio ancorati alle due V. Ma ingegneria a parte, le due V colpiscono perché hanno un colore scuro, tipico dell'acciao cor-ten, che ricorda il passato industriale dell'area.

La scelta di questo colore ha suscitato perplessità e critiche, ma, vedendo spesso questo ponte, trovo che sia stata una decisione appropriata e azzeccata: non solo ricorda il passato industriale dell'attuale Spina 3, ma gli regala un effetto originale, che, inserito nel Parco Dora, rafforza l'immagine postindustriale dell'area. Un'immagine che alla sera è sottolineata dalla scenografica illuminazione a led.


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