La notte che verrà, installazione itinerante di luci e suoni per la rinascita della Dora

Un'installazione di luci e suoni che il 28 luglio 2021 dalle ore 22 percorrerà entrambe le rive della Dora, dal Campus Einaudi al Parco Dora, per celebrare il via a 19 progetti che cambieranno il volto ai quartieri che vi si affacciano, migliorando la qualità della vita dei residenti. La notte che verrà , questo il suo nome, " trasporterà, cullata dal fiume, le voci, le lingue e le storie narrate dagli abitanti dei quartieri lungo il suo corso" spiega il comunicato stampa "I ponti di luce, trasportati da veicoli 100% elettrici, si muoveranno lungo gli argini del fiume e andranno a valorizzare, grazie al disegno luminoso, i luoghi simbolo dei quartieri. Sarà una coreografia in movimento che toccherà i ponti Carpanini, Livorno e Washington; che visiterà il Parco Dora, la Biblioteca Italo Calvino, il Campus e Borgo Dora, tutti luoghi simbolo di inclusività e condivisione. Ponti di luce tra le persone che condividono uno spazio sia reale, sia interiore. Al termine del pe

Nuovi spazi di accoglienza al Museo Regionale di Scienze Naturali: il progetto vincitore

Chiuso da alcuni anni a causa di un incendio e dei successivi lavori di restauro, attualmente in corso, il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino (MRSN) ha indetto un concorso per la progettazione delle aree di accoglienza, dei servizi accessori e dell'immagine coordinata del Museo, con la collaborazione della Fondazione dell'Ordine degli Architetti di Torino (OAT).


Il progetto vincitore è risultato essere quello dello studio di architettura ZENO, con la collaborazione dell'art director monzese Alessandro Vigoni. E' uno studio lombardo che ha partecpato a diverse competizioni nazionali e internazionali, che ha vinto l'Europan 12, Wittemberge, per la riqualifica di un'area industriale sul fiume Elba, in Germania, e il concorso Make Your Mark in Milan per la riqualifica dei padiglioni 1 e 2 della Fiera di Milano. "Ogni progetto diventa l'opportunità di esplorare la relazione tra nuovo ed esistente, cercando di non cristallizzare l'antico e di non consegnare il nuovo all'atemporalità del contemporaneo" spiegano gli architetti Andrea Zecchetti e Francesco Nobili, fondatori dello studio, nella scheda che ne racconta l'attività.


Il progetto vincitore viene spiegato così: "Progettare attraverso il valore storico di un edificio significa comprendere tutte le stratificazioni dell'esistente, collocarsi come tale e come un sedimento adattarsi. Interpretare questi dati permette di non cristallizzare il progetto in un'ultimo stadio, ma essere parte di un perpetuo racconto. Il carattere insediativo che viene a generarsi deriva dall'interpretazione del fondamento classico e restituisce, nella sua immagine architettonica e veste grafica, semplicità e immediatezza comunicativa. Identificare e riconoscere attraverso un'immagine, un simbolo, una parola diventa ora indispensabile per il museo. Architettura e comunicazione si traducono così in una nuova iconografia. Le nuove funzioni vengono accolte nel palinsesto architettonico tramite l’interpretazione contemporanea dell'ambito museale, non più accessorie ma come elementi cardine, divengono diretta interfaccia tra utente e fruitore. I vincoli storici dell'impianto settecentesco si traducono quindi in opportunità formale e funzionale, dove la codifica di un nuovo linguaggio classico si rende parte integrante dell'esistente determinando un diverso rapporto tra progettazione e restauro".


Al secondo posto, un progetto toscano, presentato dal gruppo OPPS, formato dagli architetti Filippo Pecorai, Francesco Onorati, Francesco Polci e Antonio Salvi, che intende "perseguire l'obiettivo di portare il museo nella vita quotidiana della città realizzando un passage urbano all'interno degli spazi pubblici del museo". Mentre, al terzo posto, il progetto del gruppo MURENA intende "non stravolgere la natura spaziale dell'edificio storico, ma ne valorizza le qualità intrinseche, lavorando nel rispetto della preesistenza e trasformando il museo attraverso ricche costruzioni scenografiche".

Il concorso indetto per il MRSN appartiene alla filosofia della Fondazione OAT, secondo la quale il concorso è "strumento efficace per garantire la miglior soluzione attraverso il confronto di idee, capacità e competenze dei progettisti ed al tempo stesso per porre in primo piano l'importanza della fase progettuale, per ottenere i migliori risultati sul piano dell'efficienza, della rispondenza agli obiettivi, della funzionalità e della bellezza del risultato; si tratta di un processo virtuoso con ricadute positive sulla qualità architettonica e sulla collettività e pone al centro la funzione sociale del mestiere dell'architetto".

Nelle foto, il progetto di ZENO.


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