Clara Caroli: La casa dei cuori sospesi, leggerezza e ironia per storie della Torino contemporanea

Ho letto La casa dei cuori sospesi di Clara Caroli (La Corte Editore) poche settimane fa, al mare, e me ne sono innamorata. Si svolge a Torino ed è la principale ragione per cui mi ha incuriosito, poi mi ha intrigato la trama, che racconta una storia corale, ricca di incastri e di sorprese, con al centro Romina e Stella, amiche che gestiscono insieme la libreria Non è una pizza (e la nascita di questa libreria ha lati esilaranti, oltre a essere una dichiarazione d'amore ai libri) e sono coinquiline in una casa sulla collina di Moncalieri, che fa venire voglia di viverci per qualche tempo. Tutt'intorno a loro, storie, personaggi, anche animali, che mano a mano si incastrano come in un puzzle divertente e leggero, che si legge d'un fiato sotto l'ombrellone e mantiene alta la curiosità fino alla fine, con momenti di comicità, di riflessione e di sorpresa. Essendomi innamorata della storia, della città che racconta e dello stile, è stato inevitabile contattare Clara Carol

Visita guidata alla Cavallerizza Reale, il 30 gennaio 2016

La Cavallerizza Reale occupata è di nuovo aperta ai torinesi e sono molte le attività culturali proposte nei suoi spazi. Una delle più importanti sono le visite guidate organizzate per far conoscere a torinesi e turisti lo straordinario complesso barocco.

Il 30 gennaio 2016, alle ore 10.30 e alle ore 14, con partenza da piazza San Giovanni, davanti al Duomo, ci saranno due visite guidate alla Cavallerizza Reale. Il filo conduttore sarà L'invenzione di una capitale: la costruzione del centro di comando di Torino nell'età dell'assolutismo sabaudo. Dal duca Carlo Emanuele I (ma in fondo da suo padre, Emanuele Filiberto, che a Torino porto la capitale dei Savoia) al re Vittorio Amedeo II, Torino visse il periodo più straordinario e interessante per la costruzione della sua immagine di capitale: gli ampliamenti, le architetture omogenee, le chiese e le cappelle dalle originali cupole, niente fu lasciato al caso dai sovrani e dai loro geniali architetti. Un posto particolare, nell'elaborazione dell'immagine della città, ha avuto il centro del comando, ossia quel complesso di palazzi che si snoda dall'attuale Museo di Antichità fino alla Cavallerizza, comprendendo il Palazzo Reale, l'Armeria Reale, gli uffici della Prefettura, che un tempo erano destinati all'amministrazione dello Stato, il Teatro Regio, l'Archivio di Stato.

"L'aspetto assolutamente stupefacente è che oggi abbiamo una stratificazione che va dalla fine del '500 sino agli anni centrali dell''800 fatta di palazzi (in parte esistenti, altri scomparsi), luoghi di governo (le segreterie di Stato), di archiviazione (l'archivio juvarriano), di teatro (il regio), di alta educazione (l'Accademia Militare), sino alla scuola di equitazione (la Cavallerizza) ed alla zecca sabauda. Lungo questo asse è anche collocata l'Università Settecentesca, antico polo culturale con la biblioteca (nucleo originario della Biblioteca Nazionale di Torino) e le collezioni archeologiche sabaude aperte al pubblico (nucleo originario del Museo Nazionale di Antichità di Torino)" spiega la Cavallerizza Reale al presentare le visite guidate "E' forse il centro di comando dell'età dell'Assolutismo meglio conservato nel centro di una città d'Europa".

La visita ripercorre questo complesso straordinario fino a raggiungere la Cavallerizza, dove ci sarà un approfondimento dedicato al maneggio di Benedetto Alfieri, al complesso delle strutture della Cavallerizza e ai Giardini Reali Alti. Per partecipare alla visita, gratuita, non è richiesta la prenotazione: si chiede solo, giustamente, puntualità.


Commenti