Il Giardino dell'Antico Egitto, che sarà una serra dal 2024, al Museo Egizio

Un nuovo spazio verde nel cuore di Torino da non perdere di vista, stavolta in uno dei suoi cortili più frequentati, quello del Museo Egizio. Il Cortile Aperto: Flora dell'antico Egitto è un giardino aperto gratuitamente nello spazio che porta verso la biglietteria, ed è il primo passo della trasformazione dell'intera corte, in vista delle celebrazioni per il bicentenario del Museo, nel 2024. Il cortile interno "del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte" anticipa il comunicato stampa. Tra le piante selezionate, "il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all'alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto&qu

Ecco Masha, la talpa della M1, dal Lingotto a piazza Bengasi

Si chiama Masha ed è la talpa che scaverà l'ultimo tratto della metropolitana 1 di Torino, dalla stazione di Lingotto fino al capolinea, in piazza Bengasi, e al pozzo terminale, collocato a Moncalieri. Lunga 100 metri e con un diametro della testa fresante di ben 7,7 metri, Masha è stata calata già nel pozzo del Lingotto, da cui, una volta assemblata, inizierà a scavare la galleria che la porterà fino a piazza Bengasi, per un totale di 1880 metri di tunnel. Il comunicato stampa del Comune di Torino spiega che la talpa utilizzata "lavorerà 24 ore su 24 e sarà in grado, come le precedenti talpe, di scavare e costruire contemporaneamente dietro di sé la galleria". Masha è infatti di mettere in opera i conci prefabbricati di calcestruzzo, che costituiscono l'anello di rivestimento della galleria, subito dopo aver scavato il tunnel., A questo scopo è già iniziata la produzione dei conci, che in totale saranno 7752.

Masha talpa della M1 Masha talpa della M1

E' interessante anche la spiegazione che il Comune fornisce sulla necessità di un pozzo terminale, situato in via Sestriere, a Moncalieri. "La realizzazione della parte di tunnel terminale permetterà l'inversione dei treni nel retrostazione oltre Bengasi (come avviene oggi a Fermi), nel tratto compreso tra la stazione stessa ed il pozzo terminale. Questa soluzione permetterà di sfruttare appieno sia la stazione (attualmente a Lingotto si utilizza una sola banchina) che le potenzialità del sistema Val: nelle ore di punta sarà possibile garantire una frequenza dei treni ogni 69 secondi. La lunghezza del tratto in questione consente oltre l'inversione anche il parcheggio di 4 treni, pronti ad entrare in linea ad inizio servizio o a seconda delle variazioni dei flussi di utenti. La parte terminale della linea è stata progettata per consentire in futuro un'eventuale prolungamento della metropolitana verso i comuni di Nichelino e Moncalieri sotto passando la ferrovia".

Bella l'idea di una metropolitana che non si fermi ai limiti di Torino e, soprattutto, intelligente lasciare tutto predisposto perché in futuro si possa pensare a un suo prolungamento. Ma quali sono i tempi di realizzazione dell'ultimo tratto meridionale della M1? L'Amministrazione Comunale ha fornito questo calendario:

Agosto 2016
partenza dalla stazione Bengasi in direzione Sud verso il Pozzo Terminale;
Ottobre 2016
arrivo al Pozzo Terminale. La macchina verrà successivamente estratta, riportata alla stazione Bengasi e riposizionata in direzione Lingotto;
Febbraio 2017
inizio scavo in direzione stazione Italia 61-Regione Piemonte (posizionata in via Nizza, tra via Carmagna e via Valenza);
Marzo 2017
arrivo alla stazione Italia 61-Regione Piemonte e ripartenza verso Lingotto;
Maggio 2017
arrivo alla stazione Lingotto e completamento della realizzazione della galleria. Al termine dei lavori la TBM verrà estratta e si procederà con i lavori di finitura delle stazioni e con la sistemazione superficiale. Tali attività dureranno circa un anno.

Tra due anni, dunque, via Nizza e piazza Bengasi dovrebbero tornare alla normalità, fruendo anche di una metropolitana che porterà in 15 minuti a Porta Nuova. Come si dice a Torino: Speruma.


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