Nei Giardini Reali di Torino, riaperti al pubblico

I Giardini Reali sono stati recentemente riaperti al pubblico e a Torino è stato subito uno degli eventi culturali dell'anno. È la prima volta, da quando è iniziata la riorganizzazione di Palazzo Reale, Armeria Reale, Galleria Sabauda e Museo d'Antichità in una sola realtà museale, che ne sapesse leggere le identità specifiche all'interno di un unico complesso, ovvero i Musei Reali, che i Giardini possono essere visitati nella loro completezza. Si tratta del lato dei Giardini da viale dei Partigiani verso ovest, verso la Manica Nuova, che ospita oggi la Galleria Sabauda (il "peccato originale" che impedisce una visita a tutto il complesso e di leggere l' unicum che è stato è proprio la costruzione di viale dei Partigiani, che taglia in due i Giardini, ma pazienza, la stratificazione storica è anche questo). Già aperti al pubblico il Giardino Ducale, che fu voluto dal duca Emanuele Filiberto, e il Boschetto, in questi giorni è tornato visitabile anche il

A Cherasco, Nel segno dei Savoia ripercorre il lungo rapporto con la dinastia

A Cherasco (CN), è aperta da quasi una settimana una mostra davvero interessante per gli appassionati di storia sabauda. Si intitola Nel Segno dei Savoia. Cherasco Fortezza Diplomatica, è allestita a Palazzo Salmatoris e rimarrà aperta fino a domenica 16 ottobre 2016.


Nelle sue sale espositive, ripercorre i rapporti tra Cherasco e i Savoia sin da quel 1563 in cui Emanuele Filiberto portò la capitale a Torino. La cittadina è entrata nei libri di scuola per il celebre Armistizio, firmato da Napoleone Bonaparte e re Vittorio Amedeo III di Savoia, ma in realtà i suoi rapporti con la dinastia sabauda sono stati lunghi e intensi, grazie alla sua posizione geografica, alle solide mura di difesa, ai palazzi aristocratici e alle confraternite che l'hanno animata. Secondo un criterio cronologico, a ogni sovrano sabaudo è stata dedicata una sala, in cui sono stati raccolti i documenti riguardanti la sua epoca. Numerose le testimonianze di importanza storica, esposte per la prima volta insieme, per dare un quadro della storia cheraschese e sottolineare il legame, sconosciuto, con Casa Savoia: il documento originale del Trattato di Pace di Cherasco del 1631, di solito custodito nell'Archivio di Stato di Torino; i rotoli in cui era avvolta la Sacra Sindone quando, durante l'assedio di Torino del 1706, trovò rifugio nel Gabinetto del Silenzio di Cherasco; i documenti delle opere che hanno caratterizzato il territorio, come il Canale Sarmassa o le mura di Cherasco. Dopo aver percorso secoli di storia sabauda, la mostra si conclude con il Regno d'Italia e il trasferimento della capitale a Firenze e poi a Roma: le foto e le lettere dei sovrani d'Italia testimoniano il legame mai spento con il territorio.

Nel segno dei Savoia. Cherasco Fortezza diplomatica, è animata anche da una serie di visite guidate e/o teatrali, a cura di Theatrum Sabaudiae, di cui troverete i dettagli nel sito web della mostra. La mostra è a Palazzo Salmatoris, uno dei più bei palazzi aristocratici cittadini, in via Vittorio Emanuele 29, a Cherasco (CN); il suo orario di apertura è da martedì a domenica ore 10-12 e 14-19; l'ingresso è gratuito (le visite guidate e le attività collaterali hanno una tariffa e orari variabili, per info 0115211788 – prenotazioni@arteintorino.com). Se raggiungerete Cherasco, in questi weekend di mercatini, eventi e degustazioni autunnali, fate un salto a vedere questa bella mostra, per conoscere un po' di più non solo la storia locale, ma anche i Savoia e, in fondo, la storia della nostra regione.


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