Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

In prima linea, le foto delle reporter di guerra a Palazzo Madama

Nella conferenza stampa di In prima linea – Donne fotoreporter in luoghi di guerra, la mostra fotografica che sarà aperta a Palazzo Madama fino al 13 novembre 2016 [AGGIORNAMENTO prorogata fino al 16 gennaio 2016], la fotoreporter Andreja Restek, da cui è nata l'idea di questa bella esposizione, ha sostenuto che non esiste uno sguardo femminile sulla guerra, ma un approccio diverso, che dipende dalla propria sensibilità e dalle proprie origini culturali. "C'è chi ha un approccio più emotivo, cogliendo gli attimi di vita quotidiana. C'è chi ha una visione più dura e mostra i lati più feroci. Tutte vogliamo mostrare le vite spezzate e i drammi della guerra".


Sono parole che tornano in mente visitando la mostra nella Corte Medievale di Palazzo Madama. Si osservano queste immagini, che mostrano dolore e tristezza nei volti dei sopravvissuti, distruzione e disperazione nelle macerie delle città. La guerra civile in Siria e il conflitto in Ucraina, di cui sappiamo quasi tutto a ogni telegiornale, l'eterna guerra del Congo che ci sfugge e che parla di guardiaparco coraggiosissimi, che resistono alla guerriglia per difendere la fauna e le risorse naturali immense dalla depredazione. La guerra è guerra, viene da pensare, a vedere madri e padri che piangono disperati, ragazze e bambini bellissimi con lo sguardo dolente, corpi in attesa di sepoltura, siano in Asia, Africa o Europa, e davvero non importa il genere di chi la racconta, perché porta con sé una violenza e un dolore che travolgono tutto. E' una mostra splendida, allestita in modo rigoroso nelle vetrine già utilizzate per la mostra su Marilyn Monroe e adesso reinterpretate. Marilyn e le fotoreporter di guerra, modi diversi di essere donne, la grande ricchezza della sensibilità femminile e dell'immaginario che l'accompagna. Non amo Marilyn Monroe, né per l'idea di donna che rappresenta né per il mito che l'accompagna (posso dire che è una delle donne più sopravvalutate del XX secolo?), per cui non ho visto la sua mostra e sono felice che Palazzo Madama sia tornata a raccontarci storie di donne protagoniste e determinate, mai vittime di se stesse e degli altri: sono le donne di cui la nostra società ha bisogno, come modelli e come esempio.


Le 14 fotoreporter di guerra che firmano le fotografie sono Linda Dorigo, Virginie Nguyen Hoang, Jodi Hilton, Andreja Restek, Annabll Van den Berghe, Laurence Geai, Capucine Granier-Deferre, Diana Zeyneb Alhindawi, Matilde Gattoni, Shelly Kittleson, Maysun, Alison Baskerville, Monque Jaques, Camille Lepage; arrivano da Paesi diversi e lontani come Egitto, USA, Croazia, Belgio, Francia, UK, Spagna, Italia. Ognuna di loro è rappresentata in mostra da 5 fotografie, pubblicate dalle testate e dalle agenzie con cui collaborano, sono in bianco e nero o a colori, raccontano le emozioni di un istante o la violenza di un panorama. Sono la testimonianza cruda e affascinante di quanto il giornalismo, vissuto con passione e dedizione, sia sempre il mestiere più bello del mondo, nonostante i limiti e le crisi che lo coinvolgono in questi anni.


In prima linea – Donne fotoreporter in luoghi di guerra, nella Corte Medievale di Palazzo Madama, in piazza Castello, sarà aperta fino al 13 novembre 2016. L'orario di apertura è lun-dom ore 10-18. Il biglietto alla mostra costa 10 euro, ridotto 8 euro, gratuito con la tessera Abbonamento Musei; il biglietto mostra+museo costa 14 euro, ridotto 12 euro, gratuito con l'Abbonamento Musei. Visite guidate il 23 ottobre e il 6 novembre 2016 alle ore 15.30, biglietto 4 euro + biglietto alla mostra, info e prenotazioni tel 011 5211788, email prenotazioniftm@arteintorino.com. La mostra è promossa dall'Associazione G.I.U.L.I.A. - Giornaliste Unite Libere Autonome e da ADCF Onlus, l'Ambulanza dal Cuore Forte.


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