I colori e i profumi di Flor ai Giardini Reali. E anche la mostra i Fiori del Re

Dopo aver sperimentato con successo igiardini della Palazzina di Caccia di Stupinigi per l'edizione autunnale, Flor sbarca per la bella stagione nei Giardini Reali. Dal 27 al 29 maggio 2022, dalle ore 9 alle 20, oltre 100 florovivaisti provenienti da tutt'Italia presenteranno le loro proposte per l'estate in arrivo, affiancati da artigiani, ceramisti e agricoltori che aiuteranno ad abbellire giardini e balconi con elementi d'arredo, consigli e nuove idee. Tra i florovivaisti presenti, anche rappresentanti da Slovenia e Olanda, a dare un tocco internazionale a una manifestazione che si arricchisce a ogni edizione. "Infinite varietà di rose, orchidee, iris, ortensie, arbusti da fiore, piante aromatiche e da frutto. Ma anche piante succulente e carnivore, orchidee, tillandsie, piante acquatiche, rampicanti e tropicali, da secco e da sole intenso, da ombra, bonsai, fioriture annuali, bulbose e graminacee" elenca il comunicato stampa tra le proposte che si tro

Words and Stars: a Torino l'incontro artistico tra Orham Pamuk e Grazia Toderi

Tra Infini.to – Planetario di Torino e Palazzo Madama, un piccolo grande evento, che unisce arti e culture lontane e le sintetizza nel progetto Words and Stars, una serie di installazioni di grande fascino. Tutto inizia nel 2013, quando lo scrittore turco Orhan Pamuk propone all'artista Grazia Toderi di lavorare insieme a un'opera d'arte da esporre nel Museo dell'Innocenza, da lui creato a Istanbul. Il risultato della loro collaborazione è una trilogia: un monologo, un dialogo e una conversazione che saranno presentati al MART, il Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto nella primavera del 2017.



A Torino verranno presentate un'opera realizzata ad hoc per la cupola del Planetario (5-6 novembre 2016) e un'installazione "piccola ma raffinata" a Palazzo Madama (4 novembre 2016-16 gennaio 2017).

"In Words and Stars le parole di Orhan Pamuk riprendono e sviluppano la trama del Museo dell’Innocenza, romanzo scritto dallo scrittore turco nel 2008, a cui è seguita la creazione del museo vero e proprio a Istanbul nel 2012. I due protagonisti, che vivono un amore contrastato, tornano bambini ponendosi domande esistenziali sull'universo: possono i nostri pensieri essere confrontati a lontane stelle in movimento? Esiste un collegamento visivo tra i paesaggi della nostra mente e il cielo sopra alle città? Questi stessi interrogativi costituiscono il punto di partenza della collaborazione tra l'artista visiva e lo scrittore, che trova sviluppo nella trilogia, dove il 'monologo' si sviluppa in 'dialogo' e in 'conversazione', trasformando l’esperienza personale in universale" spiega il comunicato stampa diffuso da Palazzo Madama.

Nel Planetario, il progetto di Pamuk e Toderi prevede un video proiettato a 360 gradi su schermo emisferico, per cui ci si trova all'interno di un globo "nel contempo celeste e terrestre, dagli incerti confini, dove la scrittura di Orhan Pamuk appare e scompare sullo sfondo notturno della città di Istanbul, le cui luci si trasformano in possibili costellazioni nelle immagini create da Grazia Toderi".

A Palazzo Madama, invece, l'installazione dei due artisti si confronta con un'opera di Pietro Piffetti, un piccolo planetario del XVIII secolo, che rappresenta le orbite in movimento tra Sole, Terra, Luna e i pianeti. E' intagliato in lego e intarsiato in avorio e "con figure che tutt’intorno raffigurano i segni zodiacali. Un oggetto usato durante le lezioni di astronomia come strumento didattico per le dimostrazioni sperimentali con gli allievi. In ambito anglosassone viene definito Orrery (termine riferito a Charles Boyle, quarto conte di Orrery, che fece realizzare il primo planetario del genere nel 1704) e questo conservato a Palazzo Madama di Torino fu costruito dall'ebanista piemontese sulla base delle indicazioni a lui fornite dal fisico francese Jean-Antoine Nollet, chiamato a Torino per sei mesi nel 1739 a tenere un corso di fisica per il principe Vittorio Amedeo, figlio di Carlo Emanuele III di Savoia e futuro re di Sardegna". Nella Sala del Senato, questo piccolo gioiello sarà affiancato da otto immagini dalla forma circolare e ovale, che Toderi e Pamuk hanno inserito tridimensionalmente in una grande teca. La cosa curiosa è che il planetario di Piffetti rimarrà smontato, "così come è stato ritrovato (in futuro sarà restaurato), per sottolinearne la natura fortemente enigmatica, come enigmatica rimane la visione delle stelle".

Un progetto davvero interessante, che unisce arti diverse e in Musei con una propria storia e una propria identità. Se ne tornerà a parlare non appena saranno aperti al pubblico!


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