Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Words and Stars: a Torino l'incontro artistico tra Orham Pamuk e Grazia Toderi

Tra Infini.to – Planetario di Torino e Palazzo Madama, un piccolo grande evento, che unisce arti e culture lontane e le sintetizza nel progetto Words and Stars, una serie di installazioni di grande fascino. Tutto inizia nel 2013, quando lo scrittore turco Orhan Pamuk propone all'artista Grazia Toderi di lavorare insieme a un'opera d'arte da esporre nel Museo dell'Innocenza, da lui creato a Istanbul. Il risultato della loro collaborazione è una trilogia: un monologo, un dialogo e una conversazione che saranno presentati al MART, il Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto nella primavera del 2017.



A Torino verranno presentate un'opera realizzata ad hoc per la cupola del Planetario (5-6 novembre 2016) e un'installazione "piccola ma raffinata" a Palazzo Madama (4 novembre 2016-16 gennaio 2017).

"In Words and Stars le parole di Orhan Pamuk riprendono e sviluppano la trama del Museo dell’Innocenza, romanzo scritto dallo scrittore turco nel 2008, a cui è seguita la creazione del museo vero e proprio a Istanbul nel 2012. I due protagonisti, che vivono un amore contrastato, tornano bambini ponendosi domande esistenziali sull'universo: possono i nostri pensieri essere confrontati a lontane stelle in movimento? Esiste un collegamento visivo tra i paesaggi della nostra mente e il cielo sopra alle città? Questi stessi interrogativi costituiscono il punto di partenza della collaborazione tra l'artista visiva e lo scrittore, che trova sviluppo nella trilogia, dove il 'monologo' si sviluppa in 'dialogo' e in 'conversazione', trasformando l’esperienza personale in universale" spiega il comunicato stampa diffuso da Palazzo Madama.

Nel Planetario, il progetto di Pamuk e Toderi prevede un video proiettato a 360 gradi su schermo emisferico, per cui ci si trova all'interno di un globo "nel contempo celeste e terrestre, dagli incerti confini, dove la scrittura di Orhan Pamuk appare e scompare sullo sfondo notturno della città di Istanbul, le cui luci si trasformano in possibili costellazioni nelle immagini create da Grazia Toderi".

A Palazzo Madama, invece, l'installazione dei due artisti si confronta con un'opera di Pietro Piffetti, un piccolo planetario del XVIII secolo, che rappresenta le orbite in movimento tra Sole, Terra, Luna e i pianeti. E' intagliato in lego e intarsiato in avorio e "con figure che tutt’intorno raffigurano i segni zodiacali. Un oggetto usato durante le lezioni di astronomia come strumento didattico per le dimostrazioni sperimentali con gli allievi. In ambito anglosassone viene definito Orrery (termine riferito a Charles Boyle, quarto conte di Orrery, che fece realizzare il primo planetario del genere nel 1704) e questo conservato a Palazzo Madama di Torino fu costruito dall'ebanista piemontese sulla base delle indicazioni a lui fornite dal fisico francese Jean-Antoine Nollet, chiamato a Torino per sei mesi nel 1739 a tenere un corso di fisica per il principe Vittorio Amedeo, figlio di Carlo Emanuele III di Savoia e futuro re di Sardegna". Nella Sala del Senato, questo piccolo gioiello sarà affiancato da otto immagini dalla forma circolare e ovale, che Toderi e Pamuk hanno inserito tridimensionalmente in una grande teca. La cosa curiosa è che il planetario di Piffetti rimarrà smontato, "così come è stato ritrovato (in futuro sarà restaurato), per sottolinearne la natura fortemente enigmatica, come enigmatica rimane la visione delle stelle".

Un progetto davvero interessante, che unisce arti diverse e in Musei con una propria storia e una propria identità. Se ne tornerà a parlare non appena saranno aperti al pubblico!


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