Lungo i Sentieri dei Frescanti, gli affreschi e i tesori d'arte più antichi del Roero

Un'estate che non invita i più prudenti ai viaggi all'estero quanto alla (ri)scoperta del proprio territorio. E tra le cose da scoprire alle porte di Torino, ci sono i Sentieri dei Frescanti, che si sviluppano nel Roero e che per tutta l'estate aprono le porte di piccole chiese, cappelle e santuari che punteggiano le colline tra Alba e Asti, a circa un'ora di macchina dal capoluogo piemontese. È un circuito davvero affascinante, che svela la storia millenaria e le culture di un'area famosa per la bellezza del suo paesaggio e la ricchezza della sua enogastronomia. Affreschi nella Cappella di San Servasio a Castellinaldo d'Alba (sin) il Santuario della Madonna di Tavoletto, a Sommariva Perno (des) Mi piace come il comunicato stampa descrive questa ricchezza storica e culturale, un vero affresco di genti: i Sentieri dei Frescanti "si snodano infatti attraverso castelli, chiese cittadine, cappelle campestri, un tempo asilo e protezione per i pellegrini che p

In piazza Peyron, i libri in cabina telefonica

Ci sono posti che raccontano Torino e la sua creatività e fanno sentire in una città speciale. Per esempio, in piazza Peyron, tra Cit Turin e San Donato, c'è una cabina telefonica che è una piccola biblioteca. Si chiama La Cabina dell'Arte Diffusa, riprende la tendenza passata in alcune capitali europee di trasformare le cabine telefoniche, ormai in disuso, in piccole centrali di cultura diffusa, e, da poco più di un anno, propone al suo interno una serie di libri e riviste da leggere sulle panchine dei giardinetti.


Un'idea semplice, che rende piacevoli i pomeriggi tiepidi di questo primo autunno, e che si basa sui sentimenti positivi dei cittadini: i libri e le riviste non devono essere portati a casa, perché non si tratta di un self service gratuito, in cui prendere e portare via quello che interessa, e non devono essere rovinati, affinché i successivi lettori possano goderne altrettanto.


È un esperimento riuscito? Non ho i numeri per poter giudicare, ma sono passata qualche giorno fa e in cabina c'erano vari libri, più o meno ordinatamente disposti sugli scaffali di legno, inseriti nella cabina senza toccarne la struttura. C'erano vari avvisi che invitavano a non portare via i libri e che incoraggiavano alla lettura (c'erano anche inviti ai genitori, a insegnare ai propri piccoli di non confondere la cabina con un gabinetto, ma vabbe'). I libri, insomma, sono ancora presenti, mi è capitato di vedere anche un paio di persone che curiosavano e sfogliavano, prima di rimetterli a posto.

Non so quanto sia riuscito l'esperimento, ma l'idea di una cultura che possa girare libera tra le persone e affermarsi anche in un'elegante piazza della Torino borghese, ispira gentilezza e ottimismo e la Cabina dell'Arte Diffusa lo ricorda con la sua presenza e i suoi libri.


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