La Manica della Fondazione Collegio Universitario Einaudi, colorato e accogliente

Un edificio degli anni '50, in corso Lione, trasformato in La Manica, un collegio universitario da 41 posti, a pochi passi dal Politecnico e a poca distanza dalle fermate dei bus che conducono verso le diversi sedi universitarie sparse in città. È la bella operazione appena completata dalla Fondazione Collegio Universitario Einaudi, che, spiega nel comunicato stampa, "è impegnata nel rinnovamento di tutte e cinque le proprie residenze e nel recupero di immobili di proprietà fino ad oggi adibiti ad altri usi, con l'obiettivo da una parte di adeguarle a esigenze e standard della vita contemporanea, dall'altra di ampliare il numero di posti di studio e contribuire così all'aumento di questo tipo di offerta da parte del Sistema Universitario Torinese". La ristrutturazione de La Manica è piuttosto interessante perché garantisce ai 41 studenti non solo spazi privati dotati di tutti i comfort, manche ampi luoghi di socializzazione. Realizzata su progetto di DAR

Nell'ex Hotel Ligure, gli appartamenti di lusso di Palazzo Lagrange

Lo storico Hotel Ligure ha lasciato il posto a Palazzo Lagrange, in una di quelle operazioni immobiliari sempre più comuni nella Torino del XXI secolo: palazzi storici, quando non proprio aristocratici, salvati dal degrado da profonde ristrutturazioni, che li trasformano in appartamenti di lusso. Nel centro storico di Torino ci sono già state operazioni di questo genere, che sono da lodare per aver trovato una formula in grado di salvaguardare gioielli d'architettura aulica, anche se sono destinati a una clientela di target alto, escludendo di fatto larghe fette della popolazione.


Al di là dei temi di mix sociale, che esulano le competenze di questo blog, pur essendo io consapevole della loro esistenza e importanza, penso sia interessante raccontare i risultati di queste operazioni immobiliari e le architetture conseguenti. Spesso affascinanti per come hanno saputo interpretare in chiave contemporanea edifici storici di pregio.


L'edificio dell'Hotel Ligure ha una storia lunga, iniziata nel XIX secolo, e una posizione invidiabile, a chiudere l'angolo sud-orientale di piazza Carlo Felice, davanti alla stazione di Porta Nuova. Tra i tanti ospiti importanti e famosi, che l'hanno frequentato ci sono Fred Buscaglione, che qui conobbe Leo Chiosso, il paroliere che scrisse i testi delle sue canzoni più famose, e, soprattutto, i principi Filiberto e Adalberto di Savoia-Genova, nipoti di re Carlo Alberto di Savoia, che addirittura vi hanno vissuto per oltre trent'anni. La sua storia di albergo ha conosciuto anni convulsi, prima della definitiva chiusura: ci sono state ben due cessioni, l'ultima al gruppo spagnolo NH, prima della resa, che è costata anche il licenziamento di alcuni dipendenti. E, dopo, ci sono stati alcuni anni di declino, dovuti alla contemporanea chiusura dei negozi sotto i portici, con i conseguenti bivacchi di clochard e sporcizia.


Un investimento di circa 13,5 milioni di euro da parte di Emmegibi Immobiliare e Porta Rossa spa ha permesso il restauro dell'intero isolato e la sua rinascita. Prima c'è stata la pulizia dei portici, che sono stati ristrutturati e ripavimentati; a dare loro prestigio sono arrivati due marchi della grande distribuzione, senza ancora alcuna presenza nell'area, Decathlon e Scarpe&Scarpe. Quindi è arrivata la ristrutturazione del palazzo, progettato da Barnaba Panizza nel 1850, seguendo le linee e il gusto dell'architettura torinese, così come disegnate da Carlo Promis, che di piazza Carlo Felice è stato il principale ideatore: i portici, tre piani fuoriterra con le finestre rettangolari alternate ai balconi e un ultimo piano di abbaini sui tetti. Le stanze dell'antico albergo sono state trasformate in appartamenti di due, tre e quattro stanze; alcuni, approfittando delle altezze, sono stati dotati di soppalchi, tutti godono dei comfort più moderni. In tutto sono una cinquantina di appartamenti, per una superficie che va dai 60 ai 200 mq ognuno. I lavori di ristrutturazione sono stati curati dall'architetto Carlo Minervino, che ha anche trasformato il cortile interno dell'isolato in uno spazio di possibile socializzazione oltre che di percorsi tra piazza Carlo Felice e via Lagrange.

Su www.palazzolagrange.it altre foto e informazioni sul progetto di riqualificazione.


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