Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Ai Musei Reali, le incisioni e le acqueforti di Piranesi, tra architettura e utopia

Apre domani alla Galleria Sabauda, nei Musei Reali, Piranesi. La fabbrica dell'utopia, una delle mostre da non perdere in questo finale dell'anno torinese. Giovanni Battista Piranesi è l'uomo a cui dobbiamo buona parte del nostro immaginario sull'architettura romana antica. Nato nel Veneto, nei suoi viaggi a Roma disegnò scorci e rovine della Città Eterna, che divennero incisioni e acqueforti di grande impatto, capaci di restituirci la grandiosità di Roma e la sua stessa decadenza. Opere straordinarie che sono a metà tra arte e storia: le prospettive e le luci, così scenografiche, parlano di arte, la precisione e il dettaglio sono strumento scientifico.


Nelle Sale Palatine, i nuovi spazi della Galleria Sabauda dedicati alle esposizioni temporanee, 93 opere, provenienti dalla Fondazione Giorgio Cini, dalle collezioni del Museo di Roma di Palazzo Braschi e dalla Galleria Sabauda, raccontano la visione di Piranesi, da Roma a Paestum, tra templi greci, dettagli di sculture romane, scorci della Caput Mundi. Le Vedute di Roma fanno giustamente la parte del leone, ma non mancano i Capricci e le visioni delle Carceri, fino ai curiosi studi sui camini e le realizzazioni tridimensionali di modelli disegnati da Piranesi, come il tripode del Tempio di Iside a Pompei. "Un immaginario di grande impatto emotivo sulla cultura del tempo, protrattosi fino ai giorni nostri, coinvolgendo arte, letteratura, teoria e  pratica architettonica, fino ala moderna cinematografia" sottolinea il comunicato stampa. E per averne un'idea, non bisogna perdere la sala immersiva nelle prigioni piranesiane, che, grazie al Laboratorio di Robotica Percettiva dell'Istituto TECIP di Pisa, raggiungono la tridimensionalità.


C'è anche un altro passaggio, scritto per la cartella stampa da Pietro Folena, che mi è molto piaciuto per inquadrare Piranesi, la sua opera e la sua importanza nella cultura moderna: "In Piranesi, accanto al razionalismo settecentesco, che lo porta a una grandissima maestria nell'interpretazione architettonica, emerge, talvolta in forma persino tumultuosa, una passione pre-romantica per la rappresentazione dell'antico, che annuncia le grandi pulsioni ottocentesche".

Piranesi. La Fabbrica dell'Utopia è alla Galleria Sabauda, in piazzetta Reale 1, dal 6 dicembre 2017 all'11 marzo 2018 [AGGIORNAMENTO prorogata fino al 2 aprile 2018]. L'orario di apertura segue quello dei Musei Reali: da martedì a domenica ore 8.30-19.30, lunedì chiuso. Il biglietto d'ingresso costa 10 euro, ridotto 6 euro; Musei Reali più mostra 16 euro, ridotto 10 euro.


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