Il Bagna Cauda Day, in oltre cento ristoranti, non solo piemontesi

Saranno due i fine settimana autunnali dedicati a uno dei piatti piemontesi tipici della stagione, la bagna cauda. Il 26-27-28 novembre e il 3-4-5 dicembre 2021, oltre cento ristoranti, non solo piemontesi, parteciperanno al Bagna Cauda Day, ma le prenotazioni apriranno il 24 ottobre, quando sul sito www.bagnacaudaday.it saranno pubblicate le liste dei locali partecipanti, con relative schede. Non cambia la formula, che ha fatto la fortuna dell'evento, organizzato dall'Associazione Culturale Astigiani. La bagna cauda potrà essere proposta in varie versioni, contraddistinte da un semaforo: Come dio comanda (rosso), eretica (giallo) o atea senz'aglio (verde). Previsto anche il Finale in gloria con tartufo. Il vino è proposto al prezzo di 12 euro a bottiglia, grazie all’accordo con quattro importanti case vinicole astigiane leader della Barbera: Bava di Cocconato, Braida di Rocchetta Tanaro, Cascina Castlet di Costigliole e Coppo di Canelli. Prezzo di riferimento del piatto

Casale Monferrato celebra la sua Cittadella, piazzaforte del Rinascimento

A Casale Monferrato (AL), è stata inaugurata nei giorni scorsi una mostra che sembra davvero interessante, pensando alla storia della città, Casale Monferrato. La Piazzaforte Europea del Rinascimento. Quando si dice Casale, in questi anni si tende a pensare alle vicende dell'Eternit, ma la cittadina è stata per secoli al centro del potente Marchesato del Monferrato, una vera e propria spina nel fianco per le grandi potenze che volevano assicurarsi il controllo dell'Italia. Incuneato tra i possedimenti dei Savoia e il Ducato di Milano, impediva i movimenti est-ovest alla Spagna e nord-sud all'Impero Germanico; assicurarsi il suo controllo, dunque, significava spesso poter disporre dell'Italia settentrionale. Per questo, quando al termine di complesse vicende dinastiche i Gonzaga ereditarono il Marchesato, dotarono Casale, la sua capitale, di una grande e moderna Cittadella, una delle più inespugnabili d'Europa, studiata ancora oggi, che non c'è più, come capolavoro dell'architettura militare europea del XVI e XVII secolo.

resti della Cittadella di Casale Monferrato da Google Maps stampa della Cittadella di Casale Monferrato
Una piantina di Casale e della Cittadella, dal libro La Cittadella di Casale, al link sottostante (sin)
Casale da Google Earth, a sud, visibili i segni della Cittadella (des)

Aveva forma esagonale e "fu disposta con l'asse principale nella direzione sud-est e nord-ovest, diagonalmente orientata rispetto al tracciato delle arterie primarie della città" scrive Vera Comoli Madracci in La Cittadella di Casale – Da fortezza del Monferrato a baluardo d'Italia 1590-1859 "L'inserimento di un elemento tanto eterogeneo, per scala e per funzioni, mutò profondamente la configurazione dell'assetto urbano di Casale, condizionandone in modo irreversibile la logica di sviluppo". Progettata da Germanico Savorgnan, la Cittadella non solo era un complesso all'avanguardia dell'architettura militare, ma era "una piazzaforte intesa come micro-città ideale, in cui contava anche lo spazio per soluzioni architettoniche auliche, ben leggibili nel palazzo per il duca e nella strada porticata, con negozi, tra la porta d'ingresso della fortezza e la piazza principale". Gli edifici erano posti in modo concentrico su due file, con ampie vie radiali, che convergevano al centro, nella piazza d'Armi, ricordando, in un formato più ridotto, Palmanova, la città fortezza friulana.

Un complesso così grandioso abbattuto nel XVIII secolo, per ordine francese, ha lasciato grandi tracce nella Casale moderna. Non solo ne ha condizionato lo sviluppo urbanistico, ma è ancora perfettamente leggibile nella zona sud-orientale della città, dove la corona verde prende la forma triangolare dei bastioni abbattuti ed è ancora visibile l'antico fossato e dove l'attuale piazza d'Armi insiste su quella della Cittadella; sul lato nordorientale, via Pordgora segue l'andamento del sistema difensivo scomparso e la distanza tra questa via e la piazza d'Armi dà un'idea delle dimensioni che doveva avere la Cittadella e quanto abbia condizionato l'espansione cittadina.

Con modelli, studi, disegni e documenti vari, Casale Monferrato. La Piazzaforte Europea del Rinascimento rende omaggio a questo grande monumento scomparso. Ci sono numerose incisioni originale della Cittadella, libri e manifesti, monete e medaglie, che riportano all'epoca in cui era temuta dagli eserciti del continente. È una mostra interessante non solo perché ricostruisce la storia di un capolavoro perduto, ma perché continua il rapporto speciale stabilito da Casale con Mantova, sua antica capitale, e perché sono state pensate per la candidatura a Capitale Culturale 2020, di cui Casale è stata finalista (ha vinto Parma, come saprete).

La mostra, dunque, è un'occasione per scoprire storia e cultura di Casale e del Monferrato, un territorio di storia millenaria, di grandi conflitti e di mirabile bellezza, che oggi affida la sua fama alle sue dolci colline e alle sue tradizioni enogastronomiche, cercando anche nella Cultura un'occasione per aprire una bella pagina. Tornerò a parlarne, non appena visitata la finalista piemontese di Capitale Culturale 2020, un titolo, quello di finalista, che come ha sottolineato il Ministro ai Beni Culturali Dario Franceschini, può essere utilizzato con orgoglio e consapevolezza. A Casale lo stanno già facendo.

Casale Monferrato. La Piazzaforte Europea del Rinascimento, nel Castello di Casale Monferrato, in piazza del Castello, è aperta al pubblico fino all'8 aprile 2018. L'orario di apertura al pubblico è sabato e domenica dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 15 alle 19; negli altri giorni può essere visitata su appuntamento richiesto al numero di telefono 0142 444330. L'ingresso è libero.


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