La notte che verrà, installazione itinerante di luci e suoni per la rinascita della Dora

Un'installazione di luci e suoni che il 28 luglio 2021 dalle ore 22 percorrerà entrambe le rive della Dora, dal Campus Einaudi al Parco Dora, per celebrare il via a 19 progetti che cambieranno il volto ai quartieri che vi si affacciano, migliorando la qualità della vita dei residenti. La notte che verrà , questo il suo nome, " trasporterà, cullata dal fiume, le voci, le lingue e le storie narrate dagli abitanti dei quartieri lungo il suo corso" spiega il comunicato stampa "I ponti di luce, trasportati da veicoli 100% elettrici, si muoveranno lungo gli argini del fiume e andranno a valorizzare, grazie al disegno luminoso, i luoghi simbolo dei quartieri. Sarà una coreografia in movimento che toccherà i ponti Carpanini, Livorno e Washington; che visiterà il Parco Dora, la Biblioteca Italo Calvino, il Campus e Borgo Dora, tutti luoghi simbolo di inclusività e condivisione. Ponti di luce tra le persone che condividono uno spazio sia reale, sia interiore. Al termine del pe

Open House Torino: tutte le novità per partecipare all'edizione 2018

Va bene, è presto, ma è meglio se vi segnate già la data sul calendario: il 9 e 10 giugno 2018 sarà di nuovo Open House Torino. Sarà la seconda edizione, dopo lo strepitoso successo dell'esodio: 111 architetture aperte gratuitamente per un solo weekend, con oltre 15mila visite per 36mila visitatori (un successo incredibile anche per Rotta su Torino, il cui post che annuncia Open House è tra i più visti di sempre, con oltre 6mila visualizzazioni). Numeri eccezionali a livello mondiale: Open House è in 40 città in tutti i continenti e nessuna ha mai esordito con i numeri di Torino. Il miglior esordio di sempre, insomma, festeggiato anche a Londra, dove il presidente Luca Ballarini ha guidato una delegazione degli organizzatori, al convegno internazionale Shaping Our Cities for the Future (Plasmare le nostre città per il futuro). È stato il vertice mondiale, organizzato da Open House Worldwide (questo il link per scoprire il calendario e le città che aderiscono alla rete), si è parlato delle "diverse politiche di trasformazione della città contemporanea. Benessere, rigenerazione, paesaggio, cittadini e condivisione sono state le parole chiave".


Due delle architetture aperte da Open House Torino 2017
Molecular Biotechnology Center - The Number Six

Ogni città ha presentato la propria esperienza e nel comunicato stampa l'architetto Alessandra Aires, nella squadra dei fondatori e degli organizzatori dell'Open House torinese, spiega cosa è piaciuto della manifestazione: "Tra le note positive della nostra esperienza, molto apprezzate dai colleghi degli altri Paesi, le cifre, per cui abbiamo ricevuto molti complimenti, la ricchezza e la varietà del programma, che è riuscito ad aprire al pubblico diverse case private, edifici storici e architetture contemporanee inaspettate, la partecipazione e la passione dei volontari. Questi ultimi sono stati considerati da tutti una vera ricchezza: non tutte le città riescono infatti a trovare tante persone appassionate, con tanta voglia di scoprire e di condividere la bellezza della propria città". Non solo. Tanti anche gli spunti arrivati dall'appuntamento londinese, che magari potrebbero entrare nell'edizione 2018: "Gli investimenti degli enti pubblici e degli sponsor privati, consapevoli della necessità di una crescita collettiva della cultura architettonica nelle diverse fasce della popolazione; il coinvolgimento delle scuole e dei più piccoli, affinché la cultura dell'ambiente costruito e del paesaggio urbano si diffonda tra i giovanissimi; il contributo essenziale dei volontari, che diventano un veicolo di trasmissione importante dei valori fondativi di Open House. Gli argomenti sono stati tanti e molto utili per l'organizzazione della prossima edizione di Open House".

Cosa aspettarci dall'appuntamento di giugno, lo scopriremo nei prossimi mesi, fermo restando che la formula rimarrà la stessa: l'apertura gratuita di palazzi storici e contemporanei, di torri e giardini, di scuole e parchi, di case e appartamenti privati, di uffici e studi professionali, per un solo weekend. Adesso c'è l'appello del presidente Luca Ballarini, che si rivolge a tutti gli appassionati di Torino, di architettura e di bellezza. "Per questa edizione contiamo sulla collaborazione delle Circoscrizioni, che ci segnaleranno architetture meritevoli di attenzione nel loro territorio e che ci metteranno a disposizione la loro rete per la diffusione del nostro materiale. Chiediamo anche a tutti i torinesi e agli appassionati di architettura di segnalarci spazi, edifici, complessi che vorrebbero vedere aperti e le architetture interessanti dei loro quartieri. Siamo anche alla ricerca di partner e sponsor che possano aiutarci nell'organizzazione della manifestazione: le opportunità di partecipazione sono tante, perché abbiamo intenzione di organizzare una seconda edizione migliore della prima".

Ed ecco le informazioni pratiche. Siete semplici cittadini e vorreste vedere aperti alcuni edifici che vi intrigano? scrivete a team@openhousetorino.it. Siete architetti e avete realizzato un progetto che vi piacerebbe vedere aperto per Open House Torino, il 9 e 10 giugno 2018? o siete proprietari di una casa che vorreste aprire per Open House? presentate la vostra candidatura su http://bit.ly/2Ev7yUm e seguite le istruzioni che trovate nella pagina. Vi piacerebbe partecipare a Open House Torino come volontari? È ancora presto, ma segnalate la vostra candidatura a volontari@openhousetorino.it. Per tutte le informazioni e gli aggiornamenti, il sito è openhousetorino.it


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