Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Open House Torino: tutte le novità per partecipare all'edizione 2018

Va bene, è presto, ma è meglio se vi segnate già la data sul calendario: il 9 e 10 giugno 2018 sarà di nuovo Open House Torino. Sarà la seconda edizione, dopo lo strepitoso successo dell'esodio: 111 architetture aperte gratuitamente per un solo weekend, con oltre 15mila visite per 36mila visitatori (un successo incredibile anche per Rotta su Torino, il cui post che annuncia Open House è tra i più visti di sempre, con oltre 6mila visualizzazioni). Numeri eccezionali a livello mondiale: Open House è in 40 città in tutti i continenti e nessuna ha mai esordito con i numeri di Torino. Il miglior esordio di sempre, insomma, festeggiato anche a Londra, dove il presidente Luca Ballarini ha guidato una delegazione degli organizzatori, al convegno internazionale Shaping Our Cities for the Future (Plasmare le nostre città per il futuro). È stato il vertice mondiale, organizzato da Open House Worldwide (questo il link per scoprire il calendario e le città che aderiscono alla rete), si è parlato delle "diverse politiche di trasformazione della città contemporanea. Benessere, rigenerazione, paesaggio, cittadini e condivisione sono state le parole chiave".


Due delle architetture aperte da Open House Torino 2017
Molecular Biotechnology Center - The Number Six

Ogni città ha presentato la propria esperienza e nel comunicato stampa l'architetto Alessandra Aires, nella squadra dei fondatori e degli organizzatori dell'Open House torinese, spiega cosa è piaciuto della manifestazione: "Tra le note positive della nostra esperienza, molto apprezzate dai colleghi degli altri Paesi, le cifre, per cui abbiamo ricevuto molti complimenti, la ricchezza e la varietà del programma, che è riuscito ad aprire al pubblico diverse case private, edifici storici e architetture contemporanee inaspettate, la partecipazione e la passione dei volontari. Questi ultimi sono stati considerati da tutti una vera ricchezza: non tutte le città riescono infatti a trovare tante persone appassionate, con tanta voglia di scoprire e di condividere la bellezza della propria città". Non solo. Tanti anche gli spunti arrivati dall'appuntamento londinese, che magari potrebbero entrare nell'edizione 2018: "Gli investimenti degli enti pubblici e degli sponsor privati, consapevoli della necessità di una crescita collettiva della cultura architettonica nelle diverse fasce della popolazione; il coinvolgimento delle scuole e dei più piccoli, affinché la cultura dell'ambiente costruito e del paesaggio urbano si diffonda tra i giovanissimi; il contributo essenziale dei volontari, che diventano un veicolo di trasmissione importante dei valori fondativi di Open House. Gli argomenti sono stati tanti e molto utili per l'organizzazione della prossima edizione di Open House".

Cosa aspettarci dall'appuntamento di giugno, lo scopriremo nei prossimi mesi, fermo restando che la formula rimarrà la stessa: l'apertura gratuita di palazzi storici e contemporanei, di torri e giardini, di scuole e parchi, di case e appartamenti privati, di uffici e studi professionali, per un solo weekend. Adesso c'è l'appello del presidente Luca Ballarini, che si rivolge a tutti gli appassionati di Torino, di architettura e di bellezza. "Per questa edizione contiamo sulla collaborazione delle Circoscrizioni, che ci segnaleranno architetture meritevoli di attenzione nel loro territorio e che ci metteranno a disposizione la loro rete per la diffusione del nostro materiale. Chiediamo anche a tutti i torinesi e agli appassionati di architettura di segnalarci spazi, edifici, complessi che vorrebbero vedere aperti e le architetture interessanti dei loro quartieri. Siamo anche alla ricerca di partner e sponsor che possano aiutarci nell'organizzazione della manifestazione: le opportunità di partecipazione sono tante, perché abbiamo intenzione di organizzare una seconda edizione migliore della prima".

Ed ecco le informazioni pratiche. Siete semplici cittadini e vorreste vedere aperti alcuni edifici che vi intrigano? scrivete a team@openhousetorino.it. Siete architetti e avete realizzato un progetto che vi piacerebbe vedere aperto per Open House Torino, il 9 e 10 giugno 2018? o siete proprietari di una casa che vorreste aprire per Open House? presentate la vostra candidatura su http://bit.ly/2Ev7yUm e seguite le istruzioni che trovate nella pagina. Vi piacerebbe partecipare a Open House Torino come volontari? È ancora presto, ma segnalate la vostra candidatura a volontari@openhousetorino.it. Per tutte le informazioni e gli aggiornamenti, il sito è openhousetorino.it


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