Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

La Festa delle Donne con le Teste di Medusa: Speriamo sia femminista!

Ho saputo dell'esistenza di Teste di Medusa qualche tempo fa, da un'amica che le frequenta. È un gruppo di lettura che si riunisce una volta al mese nel B&B Portmanteau, per incontrare librai indipendenti della scena torinese, discutere di libri e parlare dell'essenza della letteratura femminile. Ad animare il gruppo, Annalisa Menin, che conosco già e ho intervistato su Rotta su Torino per la sua creatura, à la C'art, Marzia Allietta, blogger di Coffee & Mattarello, che conoscevo dai social, e Nicoletta Daldanise, che ha inventato e gestisce Portmanteau. Mi sono incuriosita, l'amica di cui sopra mi ha detto che l'8 marzo alcune Teste di Medusa sarebbero state protagoniste di Speriamo sia femminista! Una performance narrativa (l'ho segnalato nel post dedicato agli eventi della Festa della Donna!) da Luna's Torta, a San Salvario, e mi sono detta Andiamo a vedere!

Speriamo sia femminista Speriamo sia femminista

Che posso dire? Che belle le donne, quando riflettono su se stesse e raccontano la quotidianità di piccoli soprusi di cui sono spesso vittime inconsapevoli. Ogni autrice ha letto le poche righe per raccontare le pressioni a cui sono spesso sottoposte le donne, spesso per mano della famiglia, quasi sempre per mano di altre donne. Storie brevi e bellissime, di donne troppo alte, troppo libere, poco inclini al compromesso, poco disponibili alle convenzioni: non fai un figlio e non pensi ai genitori che non possono essere nonni, compi trent'anni e non pensi a trovarti un fidanzato sul serio, non nascondi la battuta pronta e non pensi che spaventi gli uomini; mamme troppo invadenti, modelli femminili troppo tradizionali; poi sopporti in silenzio una molestia e un ricatto, per anni, fino ad accorgerti che no, non sei tu quella che deve nascondersi e stare zitta, tu sei la vittima e non il colpevole.

E non pensate che queste storie siano state raccontate con tono rivendicativo. Tutt'altro. Sempre con leggerezza un filo d'ironia, con la giusta dose di teatralità studiata con le ragazze di Senza rossetto (al termine della sua performance, ogni lettrice ha fatto uso non convenzionale del rossetto); il risultato è che ad ascoltarle si sorrideva, si assentiva con il capo e si pensava che sì, è vero! Quante pressioni subiamo senza pensarci, quanta voglia c'è ancora di controllare le donne, la loro identità, la loro volontà. Imparare a esserne consapevole il più presto possibile, da ragazze, per avere gli strumenti giusti e volare libere come farfalle.

È stata mezz'ora di performance narrativa, con sorrisi di consenso, molti applausi e con la complicità delle ragazze di Luna's Torta, che non ho avuto modo di salutare né ringraziare, ma, anche solo per ospitare piccoli eventi intelligenti come questo, meritano che si torni a trovarle (poi devo assaggiare le tisane e le torte!).

Grazie Annalisa e Manuela, per il suggerimento!

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