Il Giardino dell'Antico Egitto, che sarà una serra dal 2024, al Museo Egizio

Un nuovo spazio verde nel cuore di Torino da non perdere di vista, stavolta in uno dei suoi cortili più frequentati, quello del Museo Egizio. Il Cortile Aperto: Flora dell'antico Egitto è un giardino aperto gratuitamente nello spazio che porta verso la biglietteria, ed è il primo passo della trasformazione dell'intera corte, in vista delle celebrazioni per il bicentenario del Museo, nel 2024. Il cortile interno "del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte" anticipa il comunicato stampa. Tra le piante selezionate, "il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all'alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto&qu

Linea 2 della Metropolitana di Torino, ecco il percorso definitivo

La linea 2 della metropolitana di Torino ha finalmente un percorso ufficiale, ma i lavori non partiranno prima del 2021, secondo la tempistica presentata oggi dall'Assessore alla Mobilità Maria Lapietra.



Andiamo con ordine. La linea 2 collegherà piazza Rebaudengo a Orbassano con un tracciato di circa 26 km e 33 fermate, alcune delle quali in posti strategici della città, come l'Ospedale San Giovanni Bosco, la Mole Antonelliana (e quindi Palazzo Nuovo e il centro), la Stazione di Porta Nuova, il Politecnico di Torino, Mirafiori Sud); in progetto anche una linea verso San Mauro, da via Bologna. Il tracciato segue il percorso già immaginato in passato, da piazza Rebaudengo si infila nella trincea ferroviaria che ancora oggi divide Barriera di Milano, con via Gottardo da una parte e via Sempione dall'altra (il progetto di un parco lineare, una lunga promenade da costruire sull'ex trincerone diventata tunnel della metropolitana potrebbe dunque non essere abbandonato, con tutto quello che significa in ricucitura del tessuto urbano), quindi arriva alla stazione Vanchiglia, devia per andare a prendere la Dora e incrociare la Mole Antonelliana, si sposa di nuovo verso Ovest per intercettare Porta Nuova e scende a sud, con la fermata Pastrengo in zona Crocetta, fino ad arrivare al Politecninco; di qui, una deviazione a est per la fermata Zappata, dove in futuro saranno possibili interscambi con il Sistema Ferroviario Metropolitano, e per lo Stadio del Grande Torino, per poi proseguire sull'asse di corso Orbassano fino a Orbassano.

I tempi di costruzione sono già lunghi: l'obiettivo della Giunta è ottenere i finanziamenti entro settembre 2019, per poi mettere a bando l'opera entro il 2021. Da quella data sarà quello che vorranno gli dei, dato che la Linea 1 ha le estremità ancora in costruzione, pur essendo stata inaugurata ormai 12 anni fa, per le Olimpiadi Invernali del 2006. E quanto questa seconda linea metropolitana sia importante e urgente è sottolineato anche da Maria Lapietra, secondo la quale, la nuova infrastruttura "raccoglierà circa 300mila spostamenti giornalieri, dei quali 170mila sottratti all'utilizzo dell'auto privata, consentendo di ridurre le emissione di C02 nella misura di 30mila tonnellate annue". Non ci resta che incrociare le dita.


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