Parigi era viva, che bella mostra al Museo Accorsi-Ometto!

Al Museo Accorsi-Ometto, che si visita sempre meno di quanto si dovrebbe, ha appena aperto una mostra che è una delle belle sorprese dell'autunno torinese. Si intitola Parigi era viva  e offre un bel percorso nella pittura di Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Massimo Campigli, Filippo de Pisis, René Paresce, Gino Severini, Mario Tozzi ovvero degli Italiens de Paris , che tra il 1928 e il 1933 hanno indicato la direzione della pittura italiana del Novecento. Curioso pensare che sia stata Parigi a cambiare il destino della pittura italiana novecentesca, ma cosa non ha fatto e quali influenze non ha esercitato la capitale francese nella prima parte del XX secolo sulla cultura europea? I sette italiani erano arrivati a Parigi in tempi diversi, ma in qualche modo si incrociarono proprio in quel quinquennio che la mostra torinese indaga, restituendo, come racconta il comunicato stampa, "il clima artistico, propositivo, dialogante e provocatorio, di un crocevia spazio-tempora

Torino sede delle finali ATP: i più grandi del tennis fino al 2025

E alla fine Torino ha vinto (battendo colossi come Londra, Tokyo, Singapore e Manchester): le finali dell'ATP traslocheranno da Londra al capoluogo piemontese, dove si svolgeranno dal 2021 al 2025. Le Finali sono gli antichi Master, in cui, a fine anno, si sfidavano i migliori otto tennisti del mondo, in base ai punteggi raccolti nei mesi precedenti, per decretare il migliore tra i maestri. È un torneo di fama planetaria, secondo solo ai quattro del Grande Slam (Open di Australia, Francia, Regno Unito, USA), per cui è evidente l'enorme promozione che rappresentano per Torino e per il suo turismo internazionale.


Le ATP Finals sono il grande evento che mancava a Torino, dopo le Olimpiadi del 2006, sono una grande occasione di visibilità internazionale che durerà per ben 5 anni: arriveranno qui Rafa Nadal, Roger Federer e i loro eredi, con tutta l'attenzione della stampa sportiva e dei fans di tutto il mondo. L'ATP ci crede, tanto che ha già annunciato il montepremi più alto che si sia mai visto, 14,5 milioni di dollari, a partire dalle prime finali ospitate in Italia. Che i prossimi due anni servano a prepararsi come Torino sa, con intelligenti programmi culturali e sportivi di contorno e con strutture adeguate. Magari anche con voli sufficienti dall'aeroporto di Caselle per e da tutta Europa. Abbiamo il tempo, usiamolo bene!


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