Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Il Monte dei Cappuccini dal Parco del Valentino, nel XIX secolo

Di tanto in tanto, dal web arrivano foto d'epoca che raccontano la Torino perduta. Come questa, che mostra il Monte dei Cappuccini dal Parco del Valentino. Si vedono il ponte Maria Teresa, che fu il più bello di Torino per buona parte dell'Ottocento: fu costruito negli anni '40 del XIX secolo, porta il nome di Maria Teresa d'Asburgo-Este, moglie di re Carlo Alberto, fu l'unico ponte di acciaio e sospeso costruito a Torino; dopo la sua demolizione, Torino non ebbe più il coraggio di osare con i nuovi materiali dell'architettura e dell'ingegneria e tornò alla pietra e ai mattoni della città storica.

Monte dei Cappuccini d'epoca Monte dei Cappuccini oggi

Sull'altra riva del Po, si leggono la cupola della Gran Madre, oltre la collina dei Cappuccini, e, più in primo piano, non essendoci gli alti alberi che la caratterizzano oggi, le casupole del borgo e le centinaia di panni stesi al sole; siamo in una delle aree dei lavandai torinesi. E probabilmente, noi del XXI secolo, non ci abitueremo mai all'idea che il saluto di Torino arrivava dai panni stesi al sole e dai lavandai alle prese con il loro durissimo lavoro, lungo il fiume; non c'erano le lavatrici e Torino era anche questo. Rivedere le foto della città di poco più di un secolo fa ci ricorda quello che eravamo, che non sempre è meglio di quello che siamo.


Commenti