I colori e i profumi di Flor ai Giardini Reali. E anche la mostra i Fiori del Re

Dopo aver sperimentato con successo igiardini della Palazzina di Caccia di Stupinigi per l'edizione autunnale, Flor sbarca per la bella stagione nei Giardini Reali. Dal 27 al 29 maggio 2022, dalle ore 9 alle 20, oltre 100 florovivaisti provenienti da tutt'Italia presenteranno le loro proposte per l'estate in arrivo, affiancati da artigiani, ceramisti e agricoltori che aiuteranno ad abbellire giardini e balconi con elementi d'arredo, consigli e nuove idee. Tra i florovivaisti presenti, anche rappresentanti da Slovenia e Olanda, a dare un tocco internazionale a una manifestazione che si arricchisce a ogni edizione. "Infinite varietà di rose, orchidee, iris, ortensie, arbusti da fiore, piante aromatiche e da frutto. Ma anche piante succulente e carnivore, orchidee, tillandsie, piante acquatiche, rampicanti e tropicali, da secco e da sole intenso, da ombra, bonsai, fioriture annuali, bulbose e graminacee" elenca il comunicato stampa tra le proposte che si tro

Il Monte dei Cappuccini dal Parco del Valentino, nel XIX secolo

Di tanto in tanto, dal web arrivano foto d'epoca che raccontano la Torino perduta. Come questa, che mostra il Monte dei Cappuccini dal Parco del Valentino. Si vedono il ponte Maria Teresa, che fu il più bello di Torino per buona parte dell'Ottocento: fu costruito negli anni '40 del XIX secolo, porta il nome di Maria Teresa d'Asburgo-Este, moglie di re Carlo Alberto, fu l'unico ponte di acciaio e sospeso costruito a Torino; dopo la sua demolizione, Torino non ebbe più il coraggio di osare con i nuovi materiali dell'architettura e dell'ingegneria e tornò alla pietra e ai mattoni della città storica.

Monte dei Cappuccini d'epoca Monte dei Cappuccini oggi

Sull'altra riva del Po, si leggono la cupola della Gran Madre, oltre la collina dei Cappuccini, e, più in primo piano, non essendoci gli alti alberi che la caratterizzano oggi, le casupole del borgo e le centinaia di panni stesi al sole; siamo in una delle aree dei lavandai torinesi. E probabilmente, noi del XXI secolo, non ci abitueremo mai all'idea che il saluto di Torino arrivava dai panni stesi al sole e dai lavandai alle prese con il loro durissimo lavoro, lungo il fiume; non c'erano le lavatrici e Torino era anche questo. Rivedere le foto della città di poco più di un secolo fa ci ricorda quello che eravamo, che non sempre è meglio di quello che siamo.


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