Il Bagna Cauda Day, in oltre cento ristoranti, non solo piemontesi

Saranno due i fine settimana autunnali dedicati a uno dei piatti piemontesi tipici della stagione, la bagna cauda. Il 26-27-28 novembre e il 3-4-5 dicembre 2021, oltre cento ristoranti, non solo piemontesi, parteciperanno al Bagna Cauda Day, ma le prenotazioni apriranno il 24 ottobre, quando sul sito www.bagnacaudaday.it saranno pubblicate le liste dei locali partecipanti, con relative schede. Non cambia la formula, che ha fatto la fortuna dell'evento, organizzato dall'Associazione Culturale Astigiani. La bagna cauda potrà essere proposta in varie versioni, contraddistinte da un semaforo: Come dio comanda (rosso), eretica (giallo) o atea senz'aglio (verde). Previsto anche il Finale in gloria con tartufo. Il vino è proposto al prezzo di 12 euro a bottiglia, grazie all’accordo con quattro importanti case vinicole astigiane leader della Barbera: Bava di Cocconato, Braida di Rocchetta Tanaro, Cascina Castlet di Costigliole e Coppo di Canelli. Prezzo di riferimento del piatto

Il Monte dei Cappuccini dal Parco del Valentino, nel XIX secolo

Di tanto in tanto, dal web arrivano foto d'epoca che raccontano la Torino perduta. Come questa, che mostra il Monte dei Cappuccini dal Parco del Valentino. Si vedono il ponte Maria Teresa, che fu il più bello di Torino per buona parte dell'Ottocento: fu costruito negli anni '40 del XIX secolo, porta il nome di Maria Teresa d'Asburgo-Este, moglie di re Carlo Alberto, fu l'unico ponte di acciaio e sospeso costruito a Torino; dopo la sua demolizione, Torino non ebbe più il coraggio di osare con i nuovi materiali dell'architettura e dell'ingegneria e tornò alla pietra e ai mattoni della città storica.

Monte dei Cappuccini d'epoca Monte dei Cappuccini oggi

Sull'altra riva del Po, si leggono la cupola della Gran Madre, oltre la collina dei Cappuccini, e, più in primo piano, non essendoci gli alti alberi che la caratterizzano oggi, le casupole del borgo e le centinaia di panni stesi al sole; siamo in una delle aree dei lavandai torinesi. E probabilmente, noi del XXI secolo, non ci abitueremo mai all'idea che il saluto di Torino arrivava dai panni stesi al sole e dai lavandai alle prese con il loro durissimo lavoro, lungo il fiume; non c'erano le lavatrici e Torino era anche questo. Rivedere le foto della città di poco più di un secolo fa ci ricorda quello che eravamo, che non sempre è meglio di quello che siamo.


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