Il Giardino dell'Antico Egitto, che sarà una serra dal 2024, al Museo Egizio

Un nuovo spazio verde nel cuore di Torino da non perdere di vista, stavolta in uno dei suoi cortili più frequentati, quello del Museo Egizio. Il Cortile Aperto: Flora dell'antico Egitto è un giardino aperto gratuitamente nello spazio che porta verso la biglietteria, ed è il primo passo della trasformazione dell'intera corte, in vista delle celebrazioni per il bicentenario del Museo, nel 2024. Il cortile interno "del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte" anticipa il comunicato stampa. Tra le piante selezionate, "il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all'alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto&qu

Sul tetto del Lingotto, la Bolla di vetro e acciaio

Qualche giorno fa sono andata alla Pinacoteca Agnelli per visitare la mostra Hokusai, Hiroshige, Hasui. Viaggio nel Giappone che cambia (di cui vi racconterò presto, perché vale la pena visitarla!) e ho potuto fare un giro sulla pista di collaudo, sul tetto del Lingotto. Che siate torinesi o turisti in città, mettete la Pinacoteca nella vostra agenda, perché non sono solo i quadri della prestigiosa collezione di Gianni e Marella Agnelli, ma è anche tutta l'esperienza intorno che offre.

Bolla del Lingotto Bolla del Lingotto

Passeggiare sulla pista del Lingotto non è solo avere davanti a sé uno dei panorami più belli di Torino: la collina alle spalle e le Alpi davanti, con l'arco rosso di Torino 2006, i grandi edifici del Novecento, il grattacielo di Intesa Sanpaolo da un lato e della regione, molto più vicino, dall'altro, e, purtroppo, persino la cappa dello smog sul centro della città. Si cammina su uno degli edifici torinesi più emblematici, che ha scandito più di tutti gli altri le vite di migliaia di persone di ogni ceto sociale (non solo gli operai, ma anche gli impiegati, i dirigenti, gli stessi Agnelli) e che è uno degli esempi più riusciti di riqualificazione, dall'industria al terziario.

Bolla del Lingotto Bolla del Lingotto

Simbolo di questo cambiamento, proprio il tetto, con due nuovi elementi architettonici, dalle atmosfere avveniristiche, la Pinacoteca Agnelli, luogo d'arte, e la Bolla, piccola e deliziosa sala per riunioni e incontri (ho avuto la fortuna di entrarci un paio di volte, negli anni 90, quando era sede dei conferenze stampa e mi aveva impressionato sia per la luminosità sia per il panorama a 360° su Torino, sospesi, senza ostacoli visuali intorno). È appoggiata su una grande trave d'acciaio, che sull'altro lato sostiene l'eliporto circolare, quasi come contrappeso anche visivo. È uno degli oggetti misteriosi del cielo di Torino: visibile da ovunque si possa vedere il Lingotto (tranne stando sotto l'edificio, per ovvi motivi), eppure inaccessibile per i più. L'unico modo per vederla da vicino è salire sul tetto, dalla Pinacoteca Agnelli, poi giocate con lei, con il sole e con le sue trasparenze.


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