Torinesi per sempre: chef Carlo Bigi, Torino città cosmopolita a misura d'uomo

  Carlo Bigi, nato a Torino, 34 anni, Executive chef allo Sleepy Hollow Country Club (NY), vive a Greenwich, negli USA Hanno lasciato Torino per amore, lavoro, avventura, ma non si sono liberati di lei. Per questo raccontano la loro Torino da lontano: cosa amano e cosa detestano della città, in cosa si riconoscono e a cosa si ribellano, quali sono i posti che non smettono di frequentare quando tornano e quanto si rimane torinesi inside , anche vivendo altrove. Grazie a tutti loro, per il loro tempo e per il loro affetto che non muore per questa città. C'è bisogno anche di loro, per ripensarla.  - Torinesi inside per sempre? Cosa sente di aver conservato di torinese nel suo bagaglio personale? Assolutamente si, sempre torinese e quasi con l'obbligo di raccontare la città agli stranieri, che purtroppo non la conoscono. Di torinese conservo la riservatezza, non sento il bisogno di informare tutti di tutto quello che mi accade quotidianamente - Torino vista da fuori: la qualit

Sul tetto del Lingotto, la Bolla di vetro e acciaio

Qualche giorno fa sono andata alla Pinacoteca Agnelli per visitare la mostra Hokusai, Hiroshige, Hasui. Viaggio nel Giappone che cambia (di cui vi racconterò presto, perché vale la pena visitarla!) e ho potuto fare un giro sulla pista di collaudo, sul tetto del Lingotto. Che siate torinesi o turisti in città, mettete la Pinacoteca nella vostra agenda, perché non sono solo i quadri della prestigiosa collezione di Gianni e Marella Agnelli, ma è anche tutta l'esperienza intorno che offre.

Bolla del Lingotto Bolla del Lingotto

Passeggiare sulla pista del Lingotto non è solo avere davanti a sé uno dei panorami più belli di Torino: la collina alle spalle e le Alpi davanti, con l'arco rosso di Torino 2006, i grandi edifici del Novecento, il grattacielo di Intesa Sanpaolo da un lato e della regione, molto più vicino, dall'altro, e, purtroppo, persino la cappa dello smog sul centro della città. Si cammina su uno degli edifici torinesi più emblematici, che ha scandito più di tutti gli altri le vite di migliaia di persone di ogni ceto sociale (non solo gli operai, ma anche gli impiegati, i dirigenti, gli stessi Agnelli) e che è uno degli esempi più riusciti di riqualificazione, dall'industria al terziario.

Bolla del Lingotto Bolla del Lingotto

Simbolo di questo cambiamento, proprio il tetto, con due nuovi elementi architettonici, dalle atmosfere avveniristiche, la Pinacoteca Agnelli, luogo d'arte, e la Bolla, piccola e deliziosa sala per riunioni e incontri (ho avuto la fortuna di entrarci un paio di volte, negli anni 90, quando era sede dei conferenze stampa e mi aveva impressionato sia per la luminosità sia per il panorama a 360° su Torino, sospesi, senza ostacoli visuali intorno). È appoggiata su una grande trave d'acciaio, che sull'altro lato sostiene l'eliporto circolare, quasi come contrappeso anche visivo. È uno degli oggetti misteriosi del cielo di Torino: visibile da ovunque si possa vedere il Lingotto (tranne stando sotto l'edificio, per ovvi motivi), eppure inaccessibile per i più. L'unico modo per vederla da vicino è salire sul tetto, dalla Pinacoteca Agnelli, poi giocate con lei, con il sole e con le sue trasparenze.


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