La Manica della Fondazione Collegio Universitario Einaudi, colorato e accogliente

Un edificio degli anni '50, in corso Lione, trasformato in La Manica, un collegio universitario da 41 posti, a pochi passi dal Politecnico e a poca distanza dalle fermate dei bus che conducono verso le diversi sedi universitarie sparse in città. È la bella operazione appena completata dalla Fondazione Collegio Universitario Einaudi, che, spiega nel comunicato stampa, "è impegnata nel rinnovamento di tutte e cinque le proprie residenze e nel recupero di immobili di proprietà fino ad oggi adibiti ad altri usi, con l'obiettivo da una parte di adeguarle a esigenze e standard della vita contemporanea, dall'altra di ampliare il numero di posti di studio e contribuire così all'aumento di questo tipo di offerta da parte del Sistema Universitario Torinese". La ristrutturazione de La Manica è piuttosto interessante perché garantisce ai 41 studenti non solo spazi privati dotati di tutti i comfort, manche ampi luoghi di socializzazione. Realizzata su progetto di DAR

Lumen, il chiosco d'autore in piazza Gran Madre

In piazza Gran Madre, dove un tempo c'era un distributore di benzina, c'è adesso Lumen, un chiosco d'autore, sia per il suo disegno che per lo street food che offre dalle sue vetrine. Recentemente ha vinto il Premio Architetture Rivelate, nella sezione Spazi aperti, infrastrutture e paesaggio per "funzionalità, ottimo inserimento paesaggistico ambientale, garbato uso di colori, forme e materiali, fanno di questo piccolo oggetto urbano un esempio di architettura riuscita che si fa guardare e usare. La sua presenza notturna è tale da evocare le atmosfere e le ambientazioni crepuscolari dei quadri di Edward Hopper".

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Lumen è un progetto dello Studio De Ferrari Architetti, con Marco Tobaldini, Lorenzo Rolle, Domenico Turrini e Dario Zanon, è una struttura di vetro e acciaio, che cita il suo contesto. A dominare la piazza c'è infatti la chiesa della Gran Madre, con le sue imponenti forme neoclassiche, rese più dominanti dall'alto basamento da cui si eleva: un basamento che ritorna nel disegno del bancone di Lumen, che ne riprende le forme compositive, in una versione più contemporanea. L'ampio sbalzo della copertura ripara i clienti al bancone e i vetri del chiosco riflettono il paesaggio circostante, creando effetti suggestivi tra l'attività che si svolge all'interno, il personale al lavoro in cucina, e gli stessi riflessi della Gran Madre e di Borgo Po. Alla sera, i riflessi si trasformano nelle luci, che dall'interno illuminano i dintorni, come un piccolo faro in vista della piazza.

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Un'architettura semplice e allo stesso tempo sofisticata, che ha riqualificato anche l'area adiacente, pavimentata con cemento idrorain, che drena via le acque ed evita la formazione di pozzanghere. Le panchine inserite hanno reso quello che fu lo spazio del benzinaio in un nuovo luogo d'incontro, davanti alla Gran Madre e a pochi passi dal Po e dal ponte Vittorio Emanuele I. Uno spazio che permette di godere di una bella vista su uno degli angoli più pittoreschi e tipici della città e che offre anche bevande, panini, dolci e fast food made in Torino, con prodotti tipici di questo territorio. Basta un chiosco ben progettato, per riqualificare con intelligenza un pezzo di città e restituirlo ai cittadini.

Le foto, dal sito web e dalla pagina Facebook dello Studio De Ferrari Architetti e dalla pagina Facebook di Lumen

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