La notte che verrà, installazione itinerante di luci e suoni per la rinascita della Dora

Un'installazione di luci e suoni che il 28 luglio 2021 dalle ore 22 percorrerà entrambe le rive della Dora, dal Campus Einaudi al Parco Dora, per celebrare il via a 19 progetti che cambieranno il volto ai quartieri che vi si affacciano, migliorando la qualità della vita dei residenti. La notte che verrà , questo il suo nome, " trasporterà, cullata dal fiume, le voci, le lingue e le storie narrate dagli abitanti dei quartieri lungo il suo corso" spiega il comunicato stampa "I ponti di luce, trasportati da veicoli 100% elettrici, si muoveranno lungo gli argini del fiume e andranno a valorizzare, grazie al disegno luminoso, i luoghi simbolo dei quartieri. Sarà una coreografia in movimento che toccherà i ponti Carpanini, Livorno e Washington; che visiterà il Parco Dora, la Biblioteca Italo Calvino, il Campus e Borgo Dora, tutti luoghi simbolo di inclusività e condivisione. Ponti di luce tra le persone che condividono uno spazio sia reale, sia interiore. Al termine del pe

Lumen, il chiosco d'autore in piazza Gran Madre

In piazza Gran Madre, dove un tempo c'era un distributore di benzina, c'è adesso Lumen, un chiosco d'autore, sia per il suo disegno che per lo street food che offre dalle sue vetrine. Recentemente ha vinto il Premio Architetture Rivelate, nella sezione Spazi aperti, infrastrutture e paesaggio per "funzionalità, ottimo inserimento paesaggistico ambientale, garbato uso di colori, forme e materiali, fanno di questo piccolo oggetto urbano un esempio di architettura riuscita che si fa guardare e usare. La sua presenza notturna è tale da evocare le atmosfere e le ambientazioni crepuscolari dei quadri di Edward Hopper".

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Lumen è un progetto dello Studio De Ferrari Architetti, con Marco Tobaldini, Lorenzo Rolle, Domenico Turrini e Dario Zanon, è una struttura di vetro e acciaio, che cita il suo contesto. A dominare la piazza c'è infatti la chiesa della Gran Madre, con le sue imponenti forme neoclassiche, rese più dominanti dall'alto basamento da cui si eleva: un basamento che ritorna nel disegno del bancone di Lumen, che ne riprende le forme compositive, in una versione più contemporanea. L'ampio sbalzo della copertura ripara i clienti al bancone e i vetri del chiosco riflettono il paesaggio circostante, creando effetti suggestivi tra l'attività che si svolge all'interno, il personale al lavoro in cucina, e gli stessi riflessi della Gran Madre e di Borgo Po. Alla sera, i riflessi si trasformano nelle luci, che dall'interno illuminano i dintorni, come un piccolo faro in vista della piazza.

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Un'architettura semplice e allo stesso tempo sofisticata, che ha riqualificato anche l'area adiacente, pavimentata con cemento idrorain, che drena via le acque ed evita la formazione di pozzanghere. Le panchine inserite hanno reso quello che fu lo spazio del benzinaio in un nuovo luogo d'incontro, davanti alla Gran Madre e a pochi passi dal Po e dal ponte Vittorio Emanuele I. Uno spazio che permette di godere di una bella vista su uno degli angoli più pittoreschi e tipici della città e che offre anche bevande, panini, dolci e fast food made in Torino, con prodotti tipici di questo territorio. Basta un chiosco ben progettato, per riqualificare con intelligenza un pezzo di città e restituirlo ai cittadini.

Le foto, dal sito web e dalla pagina Facebook dello Studio De Ferrari Architetti e dalla pagina Facebook di Lumen

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