Le cupole della chiesa di San Lorenzo e della Moschea di Córdoba, misteri di archi e luce

La chiesa di San Lorenzo custodisce una delle cupole più belle di Torino, la più bella, si potrebbe definire, insieme alla "sorella", la cupola della Cappella della Sindone, non a caso dello stesso architetto, Guarino Guarini. Di lei si sa tutto o quasi da un punto di vista statico, sono meno chiare le influenze culturali, che ispirarono il frate teatino: cosa gli ispirò l'idea di una cupola formata da otto archi intersecantisi, a formare una stella a otto punte e un ottagono su cui impostare la lanterna? Le influenze culturali sono una delle parti più interessanti dell'architettura, che non si limita a metterci un tetto sulla testa, ma è prodotto di idee, tradizioni, contaminazioni e racconta anche il modo di vivere e di pensare, i valori di una società.  La cupola della chiesa di San Lorenzo a Torino (sin), la cupola sul mihrab delal Mezquita di  Córdoba (des) entrambe le foto, da Wikipedia Una delle ispirazioni più chiare di San Lorenzo è la cupola della maqsura

Uno stile tradizionale dai colori pop in un appartamento ottocentesco

Come mettere insieme i gusti opposti di una coppia per arredare il suo ampio appartamento, in un edificio storico di via della Rocca? Lei con gusti squillanti e pop, lui con uno stile classico e tradizionale. La quadra l'ha trovata l'architetta Carlotta Pesce, con un arredamento che accontenta entrambi, dando colori pop a mobili di tradizione classica. E il risultato è decisamente fascinoso, un'altra prova di tutte le sorprese che possiamo trovare dietro le rigorose facciate della Torino storica.

Appartamento Torino Carlotta Pesce Appartamento Torino Carlotta Pesce

"È stata una sfida divertente e appassionante, perché non solo si è dovuta trovare una sintesi tra i gusti diversi dei proprietari, ma si è dovuto lavorare su un appartamento che aveva già una sua storia e le sue decorazioni, che meritavano di essere valorizzate" dice l'architetta. Il soggiorno è probabilmente lo spazio dell'abitazione che racconta meglio la quadra trovata. "Il divano, per esempio, ha la scocca rossa e cuscini di velluto fucsia, colori decisamente non comuni per quel tipo di disegno; in contrasto ci sono i cuscinoni di lino grezzo, che con il loro materiale strizzano l'occhio ai gusti più classici del padrone di casa. Il tavolino è laccato lucido e l'ho voluto lucido perché riflettesse anche il bel pavimento e i colori circostanti". Sono una sintesi anche le sedie e i mobili classici, provenienti dal patrimonio del marito, rivestiti o rivisti con colori più squillanti.

A mettere insieme i gusti dei due coniugi, la libreria di acciaio e ferro grezzo, che Carlotta Pesce ha disegnato su misura, affidandole il protagonismo di una parete. Alle spalle dei divani, mobili tradizionali; alle finestre tende di gusto classico, ma con embrasse originali e pop: "La padrona di casa ha scelto delle cravatte" commenta divertita l'architetta "in cucina, invece ha scelto cucchiai di plastica". Una donna decisamente creativa e non banale, la padrona di casa. E in cucina, il bel tavolo di legno d'effetto vintage è sovrastato da Zoom, lampadario di Serien Lighting, che "cambia forma, è una coroncina che si può stringere e allargare". Di nuovo elementi pop e tradizionali in cerca di curiosa convivenza, qui anche con una carta da parati che ha come disegno le api (giustamente, siamo in cucina!).

Appartamento Torino Carlotta Pesce Appartamento Torino Carlotta Pesce

Bello anche l'ampio atrio che riceve gli ospiti. È il regno del padrone di casa: le sue collezioni di sculture di gusto rétro costituiscono una sorta di installazione contemporanea grazie al grande specchio, che sdrammatizza il rigore dell'ambiente essendo "storto", con un lato più corto. Da questo atrio, una delle porte apre al corridoio verso gli spazi più intimi della casa. Il suo pavimento è una delle ultime chicche che Carlotta Pesce racconta. "È in lastre di ferro brunite e acidate con un acido, per questo diventate marroni, e poi trattate con una cera". La scelta di un pavimento del genere è dovuta alla necessità di trovare ancora una volta una sintesi: "Era necessario un elemento uniforme, che unisse in qualche modo tutti i pavimenti dell'abitazione, tutti originali, dalle cementine dell'ingresso al seminato del salone. La scelta è stata far dialogare il nuovo con il vecchio in punta di piedi, senza rubare protagonismo all'esistente".


Commenti