Le cupole della chiesa di San Lorenzo e della Moschea di Córdoba, misteri di archi e luce

La chiesa di San Lorenzo custodisce una delle cupole più belle di Torino, la più bella, si potrebbe definire, insieme alla "sorella", la cupola della Cappella della Sindone, non a caso dello stesso architetto, Guarino Guarini. Di lei si sa tutto o quasi da un punto di vista statico, sono meno chiare le influenze culturali, che ispirarono il frate teatino: cosa gli ispirò l'idea di una cupola formata da otto archi intersecantisi, a formare una stella a otto punte e un ottagono su cui impostare la lanterna? Le influenze culturali sono una delle parti più interessanti dell'architettura, che non si limita a metterci un tetto sulla testa, ma è prodotto di idee, tradizioni, contaminazioni e racconta anche il modo di vivere e di pensare, i valori di una società.  La cupola della chiesa di San Lorenzo a Torino (sin), la cupola sul mihrab delal Mezquita di  Córdoba (des) entrambe le foto, da Wikipedia Una delle ispirazioni più chiare di San Lorenzo è la cupola della maqsura

Il restauro del Motovelodromo Fausto Coppi, sostenibile e inclusivo

Un nuovo futuro per il Motovelodromo Fausto Coppi, la più antica architettura sportiva del Piemonte, e una delle più antiche d'Italia, che da corso Casale invocava da tempo adeguata attenzione. Progettato da Vittorio Eugenio Ballatore, è l'unico sopravvissuto dei tre stadi in cemento armato costruiti a Torino nella prima metà del Novecento, ha nell'anello della pista, lungo 393 metri, largo 8 metri e con pendenza fino al 70%, il suo elemento di grande fascino. Ha ospitato grandissimi eventi dalla sua costruzione, nel 1920, fino alla Seconda Guerra Mondiale: qui giocò alcune partite il Torino, compreso quello guidato da capitan Valentino Mazzola, qui ci furono epiche partite della Ginnastica Torino, squadra di rugby che nel 1946-47 vinse il suo unico campionato, qui i Giaguari, squadra di football americano, hanno giocato le loro partite. Senza dimenticare spettacoli come l'Aida di Verdi nel 1924, la Carmen di Bizet nel 1929 o il concerto dei Roxy Music nel 1980. Insomma, una struttura polifunzionale di grande fascino architettonico e dalla lunga storia, intitolata al più amato campione di ciclismo d'Italia, Fausto Coppi, anche per il forte legame che ha stabilito con il ciclismo (qui hanno fatto tappa diversi Giri d'Italia e sulla sua pista hanno corso campioni come Alfredo Binda, Fausto Coppi, Gino Bartali, Francesco Moser). Dichiarato in parte inagibile e avviato alla decadenza, il Motovelodromo riaprirà il prossimo autunno con un nuovo progetto, che non tradirà la sua natura polisportiva e che aggiungerà ai suoi valori l'inclusione e la sostenibilità.

Motovelodromo Fausto Coppi Motovelodromo Fausto Coppi

La società PADEL M2 srl, che a febbraio 2020 se lo è aggiudicato, intende infatti riaprirlo con un progetto che si muove lungo tre linee guida: "Restituire uno spazio dall'altissimo valore storico e simbolico alla cittadinanza (e farlo in maniera sostenibile); rendere il nuovo Motovelodromo un vero centro polisportivo d'avanguardia, ovvero un punto di partenza per la rigenerazione del territorio (offrendo anche nuove opportunità di impiego); fare sì che questa restituzione si traduca anche in un'opportunità per migliorare la salute dei torinesi e per favorire inclusione sociale, educazione, cittadinanza attiva, socialità e partecipazione. A questo scopo, il progetto unisce un approccio imprenditoriale, fatto di eventi e competizioni amatoriali ed agonistiche, con una vocazione di impatto sociale focalizzata su accessibilità, inclusione ed integrazione" spiega il comunicato stampa. Il progetto di restauro partirà dagli esterni, con la riqualificazione della pista, "rimessa in sicurezza grazie a un importante intervento di ripristino strutturale e a un nuovo manto, avendo cura di mantenere la struttura originale salvaguardata dalla soprintendenza". Nell'area interna, delimitata dall'anello della pista e grande circa 14mila metri quadrati, verranno costruiti 8 campi da padel, 4 campi da beach volley e una pista adibita alla corsa campestre; una parte dell'area verde verrà risistemata per essere trasformata in " uno spazio polivalente per ginnastica outdoor, lezioni di calcio e rugby per bambini, ma anche eventi serali estivi". Verrà costruita anche una pump track di 86 metri, ovvero il primo circuito con dossi artificiali per gli allenamenti con la mountain bike a Torino.

Il restauro del Motovelodromo torinese sarà guidato dalla sostenibilità: saranno usati materiali a basso impatto ambientale e si garantirà il massimo risparmio energetico; poi, una volta che la struttura sarà operativa, "sarà riutilizzata l'acqua piovana, sarà fatto uso di fonti di energia rinnovabile (fotovoltaico, collettori termici), la gestione dei rifiuti sarà improntata al riciclo e quanto possibile plastic-free e saranno sviluppate azioni coerenti con le politiche di mobilità sostenibile, con impianti di car sharing, bike park verticale e colonnine di ricarica per vetture elettriche".

La prima parte dei lavori sarà completata per l'autunno, quando il Motovelodromo sarà riaperto al pubblico. Il progetto di rilancio della storica struttura è stato possibile grazie alla collaborazione di PADEL M2 srl con l'associazione MO.VE. Torino ASD, che promuove lo sport come mezzo di aggregazione, socialità e cittadinanza attiva. Allo sviluppo del progetto ha contribuito la Compagnia di San Paolo, attraverso il bando Muoviamoci!, con cui sostiene progetti che a Torino diffondano l'attività fisica e sportiva come strumento di prevenzione delle malattie e di promozione di stili di vita sani, di inclusione e di educazione; le attività sportive saranno realizzate in collaborazione con numerose associazioni del territorio e si svolgeranno dall'autunno 2021 per tutto il 2022.


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