Le cupole della chiesa di San Lorenzo e della Moschea di Córdoba, misteri di archi e luce

La chiesa di San Lorenzo custodisce una delle cupole più belle di Torino, la più bella, si potrebbe definire, insieme alla "sorella", la cupola della Cappella della Sindone, non a caso dello stesso architetto, Guarino Guarini. Di lei si sa tutto o quasi da un punto di vista statico, sono meno chiare le influenze culturali, che ispirarono il frate teatino: cosa gli ispirò l'idea di una cupola formata da otto archi intersecantisi, a formare una stella a otto punte e un ottagono su cui impostare la lanterna? Le influenze culturali sono una delle parti più interessanti dell'architettura, che non si limita a metterci un tetto sulla testa, ma è prodotto di idee, tradizioni, contaminazioni e racconta anche il modo di vivere e di pensare, i valori di una società.  La cupola della chiesa di San Lorenzo a Torino (sin), la cupola sul mihrab delal Mezquita di  Córdoba (des) entrambe le foto, da Wikipedia Una delle ispirazioni più chiare di San Lorenzo è la cupola della maqsura

Le camere dell'Albergo San Giors, come un museo di arte contemporanea

Era il primo albergo che i viaggiatori sulla strada di Milano incontravano, in vista ormai di Torino, un posto in cui ristorarsi, tenere incontri al riparo di occhi indiscreti, passare la notte in attesa di entrare in città. Ma la storia dell'Albergo Ristorante San Giors ha origini medievali: ci sono documenti che parlano di una locanda San Giorgio presente nel XV secolo nell'isolato demolito negli anni '80 dell'Ottocento, per fare posto a piazza IV marzo. Di lì passarono nobildonne come Chiara Gonzaga, ambasciatori, artisti. Espulsa dal centro storico, la locanda si trasferì in Borgo Dora, poco oltre la porta di Milano, dove era presente un fermo-posta chiamato Ponte Dora (di qui la dicitura che si può leggere sull'insegna, Albergo Ristorante San Giors già Ponte Dora); nella nuova sede, divenne un apprezzato albergo-ristorante di solide radici e tradizioni piemontesi, nel rutilante e sempre più colorato quartiere, mano a mano inglobato nella città.

Albergo San Giors Albergo San Giors

Per storia e cultura, Borgo Dora è sempre stato un quartiere operaio e industriale, porto di tutti gli arrivi in città, alle spalle di Porta Palazzo, il mercato all'aperto più grande d'Europa (che assicura alla cucina i migliori prodotti a pochi minuti di distanza); qui hanno sede il Balon, il mercato dell'usato diventato una kermesse in cui si incrociano le classi sociali torinesi, l'Arsenale della Pace, modello di convivenza e tolleranza diventato un punto di riferimento non solo cittadino, la Scuola Holden, che sforna autori e progetti ed è diventato uno dei poli della vita culturale torinese. Ovvio che il San Giors non potesse rimanere indifferente agli stimoli di un quartiere a così alto tasso di creatività e contaminazioni.

Le proprietà che si sono succedute hanno saputo creare atmosfere originali grazie all'influenza del Balon e del suo universo, con oggetti d'antiquariato e design sapientemente mescolati. Nelle tredici stanze, tutte diverse l'una dall'altra, convivono armoniosamente oggetti d'epoca e installazioni d'arte contemporanea, realizzate da alcuni dei più apprezzati writers torinesi. Si potrebbe dire che il San Giors è un piccolo museo della street art torinese, ripensata per un hotel storico: Etnik, Mr Fijodor, Corn79 sono alcuni degli artisti che firmano murales e installazioni d'arte.

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E l'effetto wow quando si entra nelle stanze è reale: ci si trova in un albergo dalla lunga storia e dalle atmosfere chic e atemporali, sottolineate anche dalla luminosa sala da pranzo del ristorante, e poi queste camere si illuminano con sorprendenti lavori contemporanei, dai murales alle pareti alle installazioni pacifiste, dai rami che si inerpicano verso il soffitto alle uova (vere!) utilizzate per sostenere i letti. Il wow è inevitabile. Nelle camere, poi, anche libri per chi ama leggere e wifi per non perdere il contatto con la contemporaneità.

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Il lungo corridoio blu perde la monotonia della sua funzione grazie a disegni stilizzati e curiose illusioni ottiche, mentre ogni angolo, anche nelle scale, è utile per creare piccoli salottini e angoli di lettura e per stimolare un soggiorno non banale. A volte verrebbe da regalarsi un weekend a Torino anche da torinesi, per scoprire questi gioiellini ricchi di storie da raccontare e grazie a Simona Vlaic che dopo un pranzo nel ristorante San Giors, ci ha regalato un piccolo tour anche nelle deliziose stanze del suo hotel.

Per tutte le info, il sito del San Giors è www.sangiors.it.


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