Il Giardino dell'Antico Egitto, che sarà una serra dal 2024, al Museo Egizio

Un nuovo spazio verde nel cuore di Torino da non perdere di vista, stavolta in uno dei suoi cortili più frequentati, quello del Museo Egizio. Il Cortile Aperto: Flora dell'antico Egitto è un giardino aperto gratuitamente nello spazio che porta verso la biglietteria, ed è il primo passo della trasformazione dell'intera corte, in vista delle celebrazioni per il bicentenario del Museo, nel 2024. Il cortile interno "del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte" anticipa il comunicato stampa. Tra le piante selezionate, "il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all'alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto&qu

Open House Torino apre oltre 90 architetture nel post-pandemia

Open House Torino torna in versione post-pandemia e non abbandona il suo spirito curioso ed esploratore: il 18 e 19 settembre 2021 (lo spostamento è provvisorio, dal 2022 si tornerà al tradizionale giugno) apriranno le porte al pubblico oltre 90 architetture, un numero più basso rispetto alle scorse edizioni (con i suoi 111 spazi aperti, la prima edizione di Open House Torino rappresenta ancora quella con il miglior debutto di sempre nella rete mondiale di Open House), ma notevole, date le circostanze. Circostanze che hanno obbligato gli organizzatori della manifestazione a cambiare le modalità di accesso agli spazi aperti: si entrerà solo su prenotazione e solo se muniti di Green Pass, in modo da evitare assembramenti e garantire la sicurezza non solo ai visitatori, ma anche a chi abita o lavora nei luoghi visitati; le prenotazioni saranno aperte dal 14 settembre 2021 sul sito www.openhousetorino.it.

Open House Torino

Tra le oltre 90 architetture aperte c'è di tutto, come sempre, edifici storici e contemporanei, architetture pubbliche, giardini, studentati e scuole, che quest'anno recitano un ruolo da protagonisti, viste le nuove aperture (ci sono il Collegio Einaudi e il Camplus Bernini di Studio Pession Associati con Giubergia – Griglio Achitetti, e il Camplus Pastore di Picco Architetti, nell'ex fabbrica Pastore), alberghi (new entry è Opera 35, appena ristrutturato in centro) e, soprattutto, come sempre a Torino, tante residenze private, che testimoniano come la città non si chiuda, neanche nel post-pandemia. Verranno aperte ville, nuovi edifici, loft, spazi ristrutturati, in diversi quartieri cittadini, che mostrano la vivacità della proposta architettonica in città (non solo il centro o San Salario, ma anche zone periferiche, come Madonna di Campagna e dintorni: nella ex Paracchi, davanti alla Dora, c'è Terrazza Dora, un loft di ispirazione giapponese ricavato negli spazi dell'antica fabbrica; poco più a nord, Luini racconta come si arreda un appartamento di soli 39 mq). Tornano grandi classici come 25 Verde, l'Area Archeologica della Cittadella, i tour dei tram storici e al Polo Nord (ma attenzione anche all'esordiente tour nei Canali di Torino!), il Viale della Frutta, i Piani nobili del Palazzo della Luce e di Palazzo Saluzzo Paesana, il Villino Raby o Casa Luzi, in cui si è tenuta al conferenza stampa di presentazione con una piccola preview (il percorso nella Villa quest'anno offre anche le Open Boxes, piccole casse magiche da cui esce il racconto vocale di Andrea, il figlio dell'architetto Elio Luzi, che racconta i suoi ricordi di famiglia nella casa costruita dal padre).

Nel sito trovate tutti gli spazi aperti, così da poter iniziare a costruire un itinerario in base a distanze e orari di apertura, in attesa dell'apertura delle prenotazioni obbligatorie, il 14 settembre.


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