A pranzo da Piada Tosta, ambiente dinamico, insalate leggere e saporite

Una giornata calda di fine maggio e un pranzo con la sorella, da fare al volo. Siamo nella zona di riferimento della sorella e quindi è lei che guida e decide dove andare a mangiare, finiamo così da Piada Tosta, che mi piace e mi convince sin dal ciao. In via Sant'Antonio da Padova 14/b, il locale è piccolo, ma accattivante, propone lunghi tavoli con sgabelli, tavolini da 4 e anche da 2; tutto parla di green e di riciclo. La decorazione, così come i contenitori delle bottigliette dei condimenti, per esempio, sono realizzati con i tubi di cartone che contenevano i lucidi dei progetti, arrivati dalla precedente vita del proprietario, un ingegnere che ha deciso di voltare pagina; in alto, una bicicletta appesa al soffitto, fa pensare a uno stile di vita sostenibile; le tasche posteriori dei jeans sono diventate tanti quadri che coprono allegramente una parete. L'ambiente introduce alla filosofia dei piatti, con ingredienti stagionali, ben abbinati e di qualità. Nella stagione f

I Murazzi diventano Porto Urbano dall'estate 2022 (con anteprima per l'Eurovision?)

Sono una dei pochi torinesi adolescenti degli anni '80 che non ha mai frequentato i Murazzi e non ha idea di cosa sia stato Giancarlo, mitico locale sulla riva del Po, se non dai racconti di chi ci passava le notti, tra musica, chiacchiere, amicizie e tanto di più. Ma sapere che dopo tanti anni di abbandono quella parte di Torino sarà riqualificata per tornare a nuova vita, mi rende felice.

Murazzi Murazzi

Tra pochi mesi, in estate, sei delle arcate costruite per evitare le piene del Po in città, saranno riaperte al pubblico. Non saranno più Murazzi, ma Porto Urbano, nome più contemporaneo che rende immediato il rapporto con il fiume e, allo stesso tempo, è carico di suggestioni per tutti gli incontri economici, sociali e culturali impliciti nella presenza di un porto. Il Porto Urbano ospiterà ristoranti e cocktail bar (c'è già il Bomaki Murazzi, uramakeria nippo-brasiliana presente a Milano e sbarcata da tempo in città), con tanto di invitanti dehors all'aperto. E immaginatevi quanto possa essere attrattivo per torinesi e turisti avere locali aperti, che finalmente permettano di godere il fiume al livello dell'acqua, anche nelle ore diurne. 

La riqualificazione delle arcate, che un tempo ospitarono Jammin e Pier, si deve ai progetti di un gruppo di imprenditori torinesi, che ai Murazzi passò le notti di gioventù; tra loro Marco Brignone, il proprietario di EDIT. Alla base, "l'azionariato diffuso, la voglia di mettersi in gioco per Torino, e la volontà (e capacità) di attrarre altri imprenditori torinesi: è la chiamata alle armi della 'generazione Murazzi'" scriveva La Stampa un paio di giorni fa "Sarà coinvolta anche un'associazione culturale che già immagina collaborazioni con il Salone del Libro o con il Circolo dei Lettori per presentazioni di libri sul fiume. Letteralmente. Forse su una zattera galleggiante (è al vaglio): l’idea è quella di usare il Po come palco per concerti, reading e installazione d'arte. Si possono studiare concorsi per affidare il fiume ogni anno ad artisti diversi che lo interpretino e ce lo facciano vedere e vivere con creatività". I primi eventi sul fiume, forse già dall'Eurovision Song Contest, a maggio.

In attesa dei permessi per le attività commerciali, sono iniziati i lavori di riqualificazione dei Murazzi: si stanno ripulendo le grandi arcate e restaurando le superfici interne. Il design interno sarà affidato a Lamatilde, che ha già firmato l'immagine di EDIT. Da seguire.


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