A pranzo da Piada Tosta, ambiente dinamico, insalate leggere e saporite

Una giornata calda di fine maggio e un pranzo con la sorella, da fare al volo. Siamo nella zona di riferimento della sorella e quindi è lei che guida e decide dove andare a mangiare, finiamo così da Piada Tosta, che mi piace e mi convince sin dal ciao. In via Sant'Antonio da Padova 14/b, il locale è piccolo, ma accattivante, propone lunghi tavoli con sgabelli, tavolini da 4 e anche da 2; tutto parla di green e di riciclo. La decorazione, così come i contenitori delle bottigliette dei condimenti, per esempio, sono realizzati con i tubi di cartone che contenevano i lucidi dei progetti, arrivati dalla precedente vita del proprietario, un ingegnere che ha deciso di voltare pagina; in alto, una bicicletta appesa al soffitto, fa pensare a uno stile di vita sostenibile; le tasche posteriori dei jeans sono diventate tanti quadri che coprono allegramente una parete. L'ambiente introduce alla filosofia dei piatti, con ingredienti stagionali, ben abbinati e di qualità. Nella stagione f

Stupinigi 2030: così rinascono la Palazzina e il suo borgo, con il PNRR

La Palazzina di Caccia di Stupinigi è il progetto bandiera presentato dalla Regione Piemonte per ricevere i fondi del PNRR destinati al recupero dei borghi. È una delle residenze sabaude più belle, probabilmente la mia preferita, con quella danza di maniche concave e convesse, che accompagnano fino al salone centrale, con quell'asse prospettico che parte da Torino e si perde poi nell'orizzonte chiuso dalle Alpi, dopo aver definito simmetricamente lo sviluppo del complesso. Da tempo questa Residenza, nella prima cintura meridionale di Torino, meritava un rilancio e il piano Stupinigi 2030, presentato dalla Regione, è piuttosto ambizioso.

Palazzina di Stupinigi

I poderi e le maniche, che da via Torino portano verso la Palazzina, incorniciandone la prospettiva, e che un tempo erano abitate da chi per la Palazzina lavorava, saranno restaurate e riqualificate. Qui troveranno posto diverse attività, in gran parte, molto probabilmente, legate all'adiacente Parco di Stupinigi: artigianato, prodotti delle cascine, ristorazione. In uno degli edifici potrebbe esserci anche uno spazio ricettivo, appartamenti turistici e/o albergo. Si parla anche di un polo biologico, che valorizzerebbe le attività nel Parco. Perché la grande forza di Stupinigi, rispetto ad altre residenze sabaude che sono state oggetto di profondi restauri e riqualificazioni, si pensi alla Reggia di Venaria Reale, è la presenza del suo magnifico Parco, che non si riesce ancora a valorizzare e a far intendere come parte della Palazzina, nonostante gli sforzi fatti finora.

Dove un tempo i sovrani sabaudi andavano a caccia, seguendo gli antichi sentieri, oggi c'è un ecosistema in cui convivono cascine, con campi coltivati e allevamenti, piccole strutture ricettive, animali selvatici che continuano a percorrere le antiche rotte; il tutto nel paesaggio straordinario delle vicine Alpi e delle apparizioni barocche della Palazzina. Riuscire a far comprendere culturalmente e turisticamente che Stupinigi è un'unica grande area e che non è comprensibile il valore della Palazzina senza il suo parco, sarebbe un bel passo avanti. Ben venga dunque, la rivitalizzazione del borgo intorno a Stupinigi, per valorizzare questo splendido unicum sabaudo, a sud di Torino.

L'investimento richiesto è di 25 milioni di euro, 20 arriverebbero con il PNRR, altri dai fondi europei di sviluppo regionale. L'ambizione della Regione Piemonte è trasformare la residenza juvarriana in una grande Venaria Reale del sud, un polo d'attrazione turistica e culturale, con attività proprie, capaci di generare valore aggiunto e di portare a Torino (e a Nichelino, non bisogna dimenticare il Comune che ospita la Palazzina) nuovi visitatori, appositamente arrivati. Sarebbe un turismo diverso, rispetto a Venaria, dove i magnifici giardini sono stati reinventati, con studi filologici, potrebbe puntare di più sullo stretto legame tra la Palazzina e la natura circostante, servendosi della nuova sensibilità per la cura dell'ambiente.

Certo, e questo è un punto su cui non mi stancherò di insistere, niente di tutto questo avrebbe un senso senza trasporti pubblici adeguati. Oggi la Palazzina di Caccia di Stupinigi è praticamente irraggiungibile dal centro di Torino. Bisogna prendere le linee 4 o 10, che da Porta Nuova e da Porta Susa convergono in piazza Caio Mario e da qui prendere il 41, linea suburbana che passa davanti alla Palazzina, fa capolinea a Borgaretto e torna a Torino, senza passare nuovamente davanti a Stupinigi. Immaginate un turista arrivato in aereo o in treno, che rimane a Torino per un weekend. Lo vedete fare il capolinea a Borgaretto, dopo aver visitato la Palazzina, per poter tornare a Torino? Nello stato attuale dei trasporti, per il turista del weekend è più facile mettersi in treno e arrivare comodamente al Castello di Racconigi (sì, Racconigi è più vicina di Stupinigi, considerando i collegamenti di cui sono dotate). Non serve a niente, insomma, valorizzare e potenziare la bellezza delle Residenze Sabaude, se poi non sono collegate in modo dignitoso alla città per la quale sono nate.

Stupinigi 2030 è il progetto bandiera presentato dalla Regione Piemonte nell'ambito del PNRR, che richiede a ogni regione un borgo da "salvare". È il progetto giusto? Ci sono malcontenti e polemiche da parte dei borghi "veri", soprattutto di montagna, che sottolineano come i fondi richiesti per il recupero di Stupinigi e dei suoi dintorni avrebbero permesso di rivitalizzare intere aree, garantendo servizi e infrastrutture contro lo spopolamento. Giusto ascoltare anche queste voci e non dimenticare come le valli piemontesi abbiano bisogno di progetti sostenibili e a lungo termine, per difendere culture e paesaggi. E bisogna ricordare che non esiste sviluppo per un Paese, se non è garantita l'uguaglianza di servizi e infrastrutture al suo territorio. Su iltorinese.it, un articolo interessante, che spiega il punto di vista delle montagne.


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