Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Stupinigi 2030: così rinascono la Palazzina e il suo borgo, con il PNRR

La Palazzina di Caccia di Stupinigi è il progetto bandiera presentato dalla Regione Piemonte per ricevere i fondi del PNRR destinati al recupero dei borghi. È una delle residenze sabaude più belle, probabilmente la mia preferita, con quella danza di maniche concave e convesse, che accompagnano fino al salone centrale, con quell'asse prospettico che parte da Torino e si perde poi nell'orizzonte chiuso dalle Alpi, dopo aver definito simmetricamente lo sviluppo del complesso. Da tempo questa Residenza, nella prima cintura meridionale di Torino, meritava un rilancio e il piano Stupinigi 2030, presentato dalla Regione, è piuttosto ambizioso.

Palazzina di Stupinigi

I poderi e le maniche, che da via Torino portano verso la Palazzina, incorniciandone la prospettiva, e che un tempo erano abitate da chi per la Palazzina lavorava, saranno restaurate e riqualificate. Qui troveranno posto diverse attività, in gran parte, molto probabilmente, legate all'adiacente Parco di Stupinigi: artigianato, prodotti delle cascine, ristorazione. In uno degli edifici potrebbe esserci anche uno spazio ricettivo, appartamenti turistici e/o albergo. Si parla anche di un polo biologico, che valorizzerebbe le attività nel Parco. Perché la grande forza di Stupinigi, rispetto ad altre residenze sabaude che sono state oggetto di profondi restauri e riqualificazioni, si pensi alla Reggia di Venaria Reale, è la presenza del suo magnifico Parco, che non si riesce ancora a valorizzare e a far intendere come parte della Palazzina, nonostante gli sforzi fatti finora.

Dove un tempo i sovrani sabaudi andavano a caccia, seguendo gli antichi sentieri, oggi c'è un ecosistema in cui convivono cascine, con campi coltivati e allevamenti, piccole strutture ricettive, animali selvatici che continuano a percorrere le antiche rotte; il tutto nel paesaggio straordinario delle vicine Alpi e delle apparizioni barocche della Palazzina. Riuscire a far comprendere culturalmente e turisticamente che Stupinigi è un'unica grande area e che non è comprensibile il valore della Palazzina senza il suo parco, sarebbe un bel passo avanti. Ben venga dunque, la rivitalizzazione del borgo intorno a Stupinigi, per valorizzare questo splendido unicum sabaudo, a sud di Torino.

L'investimento richiesto è di 25 milioni di euro, 20 arriverebbero con il PNRR, altri dai fondi europei di sviluppo regionale. L'ambizione della Regione Piemonte è trasformare la residenza juvarriana in una grande Venaria Reale del sud, un polo d'attrazione turistica e culturale, con attività proprie, capaci di generare valore aggiunto e di portare a Torino (e a Nichelino, non bisogna dimenticare il Comune che ospita la Palazzina) nuovi visitatori, appositamente arrivati. Sarebbe un turismo diverso, rispetto a Venaria, dove i magnifici giardini sono stati reinventati, con studi filologici, potrebbe puntare di più sullo stretto legame tra la Palazzina e la natura circostante, servendosi della nuova sensibilità per la cura dell'ambiente.

Certo, e questo è un punto su cui non mi stancherò di insistere, niente di tutto questo avrebbe un senso senza trasporti pubblici adeguati. Oggi la Palazzina di Caccia di Stupinigi è praticamente irraggiungibile dal centro di Torino. Bisogna prendere le linee 4 o 10, che da Porta Nuova e da Porta Susa convergono in piazza Caio Mario e da qui prendere il 41, linea suburbana che passa davanti alla Palazzina, fa capolinea a Borgaretto e torna a Torino, senza passare nuovamente davanti a Stupinigi. Immaginate un turista arrivato in aereo o in treno, che rimane a Torino per un weekend. Lo vedete fare il capolinea a Borgaretto, dopo aver visitato la Palazzina, per poter tornare a Torino? Nello stato attuale dei trasporti, per il turista del weekend è più facile mettersi in treno e arrivare comodamente al Castello di Racconigi (sì, Racconigi è più vicina di Stupinigi, considerando i collegamenti di cui sono dotate). Non serve a niente, insomma, valorizzare e potenziare la bellezza delle Residenze Sabaude, se poi non sono collegate in modo dignitoso alla città per la quale sono nate.

Stupinigi 2030 è il progetto bandiera presentato dalla Regione Piemonte nell'ambito del PNRR, che richiede a ogni regione un borgo da "salvare". È il progetto giusto? Ci sono malcontenti e polemiche da parte dei borghi "veri", soprattutto di montagna, che sottolineano come i fondi richiesti per il recupero di Stupinigi e dei suoi dintorni avrebbero permesso di rivitalizzare intere aree, garantendo servizi e infrastrutture contro lo spopolamento. Giusto ascoltare anche queste voci e non dimenticare come le valli piemontesi abbiano bisogno di progetti sostenibili e a lungo termine, per difendere culture e paesaggi. E bisogna ricordare che non esiste sviluppo per un Paese, se non è garantita l'uguaglianza di servizi e infrastrutture al suo territorio. Su iltorinese.it, un articolo interessante, che spiega il punto di vista delle montagne.


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