A pranzo da Piada Tosta, ambiente dinamico, insalate leggere e saporite

Una giornata calda di fine maggio e un pranzo con la sorella, da fare al volo. Siamo nella zona di riferimento della sorella e quindi è lei che guida e decide dove andare a mangiare, finiamo così da Piada Tosta, che mi piace e mi convince sin dal ciao. In via Sant'Antonio da Padova 14/b, il locale è piccolo, ma accattivante, propone lunghi tavoli con sgabelli, tavolini da 4 e anche da 2; tutto parla di green e di riciclo. La decorazione, così come i contenitori delle bottigliette dei condimenti, per esempio, sono realizzati con i tubi di cartone che contenevano i lucidi dei progetti, arrivati dalla precedente vita del proprietario, un ingegnere che ha deciso di voltare pagina; in alto, una bicicletta appesa al soffitto, fa pensare a uno stile di vita sostenibile; le tasche posteriori dei jeans sono diventate tanti quadri che coprono allegramente una parete. L'ambiente introduce alla filosofia dei piatti, con ingredienti stagionali, ben abbinati e di qualità. Nella stagione f

TorineSÌ per scelta: Valeria Eva Rossi, i cinque sensi risvegliati da Torino



Valeria Eva Rossi, nata a Carrara, 53 anni, laureata in Architettura, architetta e designer
Foto
 di Davide Furia


Sono arrivati a Torino per scelte sentimentali, familiari, professionali o magari perché un giorno ci sono passati, se ne sono innamorati e hanno fatto di tutto per non andare via. Il loro sguardo racconta aspetti della città che chi è nato
 e vissuto qui non vede, magari per abitudine, e offre muovi stimoli e nuovi suggerimenti (vedrete, mano a mano, diversi fili conduttori, nelle loro parole). Sono i TorineSÌ per scelta, quelli che hanno lasciato le loro zone comfort per aprire una nuova pagina di vita in città.
E grazie a tutti loro per il tempo, lo sguardo, le idee sulla Torino che vedono e quella che potrebbe essere.


- Quando e perché ha scelto Torino? La prima immagine e la prima impressione della città, all'arrivo.
È Torino che ha scelto me. Sono arrivata a Torino dopo la laurea in Architettura, conseguita a Firenze. Diedi a Torino l'Esame di Stato e iniziai qui la professione. Ho trovato da subito delle similitudini con le città francesi, i palazzi storici con le mansarde e i viali alberati, questo mi è piaciuto molto. Credo sia stata la prima immagine e la anche la prima impressione, ripensandoci dopo diversi anni. Ancora oggi è una delle caratteristiche della città che prediligo.

- Cosa vorrebbe avesse Torino della sua città d'origine e, viceversa, cosa la sua città d'origine dovrebbe avere di Torino
Ricordo, che al tempo, mi mancava il mare. Credo che avrei voluto vedere il mare a Torino, almeno di tanto in tanto. Il fiume è un’altra cosa. Una Torino, surreale con il mare, questa era allora la mia visione ideale. Qualcosa di Carrara che porterei a Torino, per esteso dalla Toscana, senza dubbio la tradizione gastronomica. Confesso di non amare la cucina piemontese, ma in città vi è una vasta scelta di proposte culinarie per ogni gusto.

- Una cosa che non avrebbe mai detto di Torino e che l'ha piacevolmente sorpresa, vivendoci; e invece la conferma, positiva o negativa, di un'idea che aveva già della città
Mi hanno sorpresa i Musei torinesi, non conoscendola sapevo sicuramente dell'Egizio, ma ignoravo che ve ne fossero molti, diversi nelle proposte artistico/culturali, importanti e bellissimi. È stata una scoperta piacevole che non smette mai di stupirmi.
Mi avevano accennato che Torino non era Firenze, che avrei trovato un clima più rigido, non solo per il meteo, meno divertente e divertito. Devo dire che in parte è stato così. La 'riservatezza' dei torinesi credo sia un dato di fatto

- Il posto in cui ha iniziato a capire Torino, da consigliare anche a chi visita la città
Non c'è un posto in particolare, a Torino passeggiando per il centro s'incrociano scorci bellissimi. La dimensione umana del centro storico, di tutti i centri storici delle città, è uno spazio che vivifica i sensi: la vista, per la bellezza delle architetture dei palazzi, delle piazze, delle strade; l'olfatto per i profumi che emanano i locali storici, i giardini; il tatto, si hanno a portata di mano monumenti e muri antichi che ci tramandano la storia del nostro paese e degli uomini che li hanno abitati. Infine, il gusto, quando assapori il bicerin alla Consolata o qualche pasticcino in uno dei molti bar o pasticcerie storiche. Si, amo molto passeggiare per il centro storico e ogni volta scopro qualche particolare nuovo e interessante. A chi non conosce la città, consiglio una visita di qualche giorno per scoprirne la bellezza autentica.

- Tre cose da cui Torino può ripartire dopo la crisi di questi anni e dopo la pandemia
Credo che Torino debba investire sulla proposta culturale, arte, cinema, teatro, libri, etc. I 'contenitori' ci sono e sono di tutto rispetto, bisogna far circolare le idee, investire in maniera seria e professionale. Il settore culturale si sposa con quello turistico ricettivo, esistono realtà interessantissime a Torino, in cui ogni turista amerebbe soggiornare. Non essendo un'economista non ho gli strumenti per delle indicazioni valide per far ripartire la città, che senza dubbio, per la pandemia e non solo, si è spenta, adagiata su sé stessa, in un immobilismo preoccupante. Intendo essere fiduciosa per il futuro, la bellezza di Torino e il suo patrimonio storico-culturale meritano interventi urgenti e importanti per restituirgli i giusti riconoscimenti e permettere di superare brillantemente lo stallo degli ultimi anni.


Commenti