A pranzo da Piada Tosta, ambiente dinamico, insalate leggere e saporite

Una giornata calda di fine maggio e un pranzo con la sorella, da fare al volo. Siamo nella zona di riferimento della sorella e quindi è lei che guida e decide dove andare a mangiare, finiamo così da Piada Tosta, che mi piace e mi convince sin dal ciao. In via Sant'Antonio da Padova 14/b, il locale è piccolo, ma accattivante, propone lunghi tavoli con sgabelli, tavolini da 4 e anche da 2; tutto parla di green e di riciclo. La decorazione, così come i contenitori delle bottigliette dei condimenti, per esempio, sono realizzati con i tubi di cartone che contenevano i lucidi dei progetti, arrivati dalla precedente vita del proprietario, un ingegnere che ha deciso di voltare pagina; in alto, una bicicletta appesa al soffitto, fa pensare a uno stile di vita sostenibile; le tasche posteriori dei jeans sono diventate tanti quadri che coprono allegramente una parete. L'ambiente introduce alla filosofia dei piatti, con ingredienti stagionali, ben abbinati e di qualità. Nella stagione f

La storia affascinante di Vivian Maier. Inedita nelle Sale Chiablese

Al centro della nuova mostra, appena aperta nelle Sale Chiablese dei Musei Reali, c'è l'affascinante figura della fotografa Vivian Maier, considerata una delle massime esponenti della street photography. Nata nel 1929 a New York, da madre francese e padre austriaco, Vivian passò la giovinezza in Francia e tornò negli USA solo nel 1951, per iniziare a lavorare come tata. Una professione che avrebbe mantenuto per tutta la vita e che contribuì alla sua instabilità economica e abitativa. Ma che non avrebbe fatto venire meno la sua passione per la fotografia.

Vivian Maier. Inedita Vivian Maier. Inedita

Non usciva mai di casa senza la macchina fotografica e scattava foto a qualunque cosa la incuriosisse. All'inizio del secolo, i suoi negativi andarono all'asta, a causa delle sue difficoltà economiche, e furono acquistati in parte dall'agente immobiliare John Maloof, che si appassionò tanto al lavoro della sconosciuta fotografa da arrivare a conservare un archivio di oltre 120mila immagini. Da questo tesoro, la scoperta di Vivian Maier, che arriva ai Musei Reali come una star tutta da conoscere. "Fu una fotografa amatoriale che cercava nella fotografia uno spazio di libertà; benché il suo lavoro sia passato inosservato per tutto il corso della sua vita, si ritrova nella storia della fotografia a fianco dei più grandi maestri quali Robert Doisneau, Robert Frank o Helen Levitt" commenta Anne Morin, la curatrice della mostra.

Nella Sala Chiablese, oltre 250 immagini, molte delle quali inedite o rare, video Super 8 e oggetti personali di Vivian. Lungo il percorso espositivo, gli autoritratti, con il suo sguardo severo, e la street photography che l'ha resa celebre, nelle strade di New York e Chicago. "L'American way of life, come un mostro tentacolare animato dagli spasimi del capitalismo, si propaga e sfida tutto ciò che intralcia il suo cammino. L'informazione diviene frenetica, le immagini eccedono e ingombrano il presente, gli schemi intellettuali mutano costantemente sullo sfondo della guerra fredda, del Vietnam, dell'assassinio di John Kennedy, della violenza della segregazione razziale. È l'epoca della sovrabbondanza, dell'esuberanza, dell'espansione, dell'eccesso e dell'estasi. È l'epoca della modernità sovraesposta, il cui rovescio è una faccia oscura, un mondo invisibile che darà spessore all'opera di Vivian Maier. Quando scatta le sue foto in questo tessuto urbano, proprio al centro del grande frastuono del mondo, Maier privilegia gli istanti residuali della vita sociale cui nessuno presta attenzione. Fotografa il disotto, l'accanto, 'quello che generalmente non si nota, quello che non si osserva, quello che non ha importanza: quello che succede quando non succede nulla, se non lo scorrere del tempo, delle persone, delle auto e delle nuvole'. La città è il suo teatro e la strada una storia al cui interno cammina cancellando i suoi passi" si legge nel catalogo ed è forse la miglior sintesi del suo lavoro nelle strade, senza un progetto fotografico in mente e con lo sguardo attento.

Vivian Maier. Inedita è ai Musei Reali, nelle Sale Chiablese, in piazza San Giovanni 2, fino al 26 giugno 2022. Gli orari d'apertura sono: martedì-venerdì ore 10-19, sabato e domenica ore 10-21, chiuso lunedì. Il biglietto costa 15 euro, ridotto 12 (over 65, 18-25 anni), 6 euro (12-17 anni), pacchetto famiglia (fino a due adulti 12 euro cadauno e ogni ragazzo tra 12 e i 17 anni 6 euro cadauno); gratis possessori tessera Abbonamento Musei Piemonte Valle d’Aosta, Torino+Piemonte card, under 11 anni. Tutte le info su www.museireali.beniculturali.it.


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