Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Dall'aeroporto a largo Orbassano, con l'apertura dell'accesso alla Torino-Caselle

Dall'aeroporto di Caselle direttamente fino a largo Orbassano, nella parte meridionale della città. Succederà entro la fine di giugno, grazie all'apertura del collegamento tra corso Venezia e la superstrada che porta a Caselle e alle Valli di Lanzo. Un'apertura a lungo attesa, che rivoluzionerà gli ingressi a Torino da Nord e anche il traffico cittadino: la nuova arteria attraverserà infatti corso Grosseto, passerà accanto a ben tre stazioni ferroviarie, Stazione Rebaudengo (dove verrà collocata anche la necessaria e attesa stazione degli autobus internazionali), Stazione Dora (che dovrebbe diventare sotterranea entro il 2025), Porta Susa, e penetrerà poi fino a sud, passando nei pressi di luoghi della cultura come le OGR, il Politecnico di Torino, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, fino a terminare in largo Orbassano, a poca distanza da piazza d'Armi e, quindi, dal PalaAlpitour e dallo Stadio Grande Torino.

Spina Centrale Spina Centrale

Questa sola descrizione dovrebbe aiutare a comprendere quanto sia importante l'apertura del nuovo collegamento per la città. La nuova arteria, la Spina Centrale, sorge sul passante ferroviario, creato dopo l'interramento della ferrovia proveniente da Milano, ed è un ampio viale affiancato da edifici storici e da nuovi spazi, come il Parco Dora e le residenze adiacenti, una sorta di viaggio nella Torino novecentesca. Ma è interessante anche il passante ferroviario, che può essere utilizzato come una metropolitana che attraversa la città, dalla Stazione Stura, nell'estrema periferia settentrionale, alla Stazione Lingotto, in uno dei quartieri meridionali più effervescenti; nella sua galleria passano i Frecciarossa provenienti dall'Alta Velocità e i treni del Sistema Ferroviario Metropolitano, che collegano Torino al suo territorio; presto, sembra entro la fine del 2022, passeranno nel passante anche i treni provenienti dalle Valli di Lanzo e dall'aeroporto (fino a un paio di anni fa si fermavano alla Stazione Dora), con fermate nelle diverse stazioni cittadine (Rebaudengo, con la sua stazione di bus, Dora, quando sarà aperta nel passante, Porta Susa, Lingotto). Un'infrastruttura finalmente di respiro europeo.

In attesa dell'apertura del collegamento tra corso Venezia e la superstrada, da risolvere alcuni nodi, come piazza Baldissera, croce e delizia del traffico torinese, mesto esempio di code leggendarie e ingestibili. I progetti che la riguardano non sono ancora definiti, ma sul lungo termine si parla di nuovo della realizzazione di un tunnel che aiuti a smaltire il traffico.


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