A pranzo da Piada Tosta, ambiente dinamico, insalate leggere e saporite

Una giornata calda di fine maggio e un pranzo con la sorella, da fare al volo. Siamo nella zona di riferimento della sorella e quindi è lei che guida e decide dove andare a mangiare, finiamo così da Piada Tosta, che mi piace e mi convince sin dal ciao. In via Sant'Antonio da Padova 14/b, il locale è piccolo, ma accattivante, propone lunghi tavoli con sgabelli, tavolini da 4 e anche da 2; tutto parla di green e di riciclo. La decorazione, così come i contenitori delle bottigliette dei condimenti, per esempio, sono realizzati con i tubi di cartone che contenevano i lucidi dei progetti, arrivati dalla precedente vita del proprietario, un ingegnere che ha deciso di voltare pagina; in alto, una bicicletta appesa al soffitto, fa pensare a uno stile di vita sostenibile; le tasche posteriori dei jeans sono diventate tanti quadri che coprono allegramente una parete. L'ambiente introduce alla filosofia dei piatti, con ingredienti stagionali, ben abbinati e di qualità. Nella stagione f

Ti amo ancora, il grido d'amore alla Terra degli Eugenio in Via Di Gioia, da piazza San Carlo

In questi giorni Torino è stata protagonista dei media per un foto scattata da un drone e diventata virale, in cui si vede piazza San Carlo e si legge nel suo pavimento "Ti amo ancora". A rivelare l'arcano, nella loro pagina Instagram, gli Eugenio in Via Di Gioia: nessuna operazione di marketing e nessun vandalismo, Ti amo ancora è "una dichiarazione d'amore sincera. Una presa di coscienza proattiva verso una Terra che va curata. Verso un mondo economico, sociale e ambientale che va rivoluzionato. L'aria irrespirabile della nostra città, il consumo disastroso del nostro pianeta, l’inconsistente progetto di futuro per le nuove generazioni resteranno lì, sotto gli occhi di tutti, come da sempre, invisibili. Tutto questo non è più possibile. Siamo stati noi a gridare: ti amo ancora".


A realizzare la scritta, spiegano in un post successivo, "150 ragazze e ragazzi tra i 18 e i 29 anni", che si sono trovati il 28 marzo alle ore 21.30 in piazza San Carlo con "quattromila gessetti da scuola elementare bianchi, una trentina di rotoli di scotch di carta e un metro da sartoria". L'atmosfera vissuta p del tutto invidiabile: "Prendiamo la parola e proponiamo una gigantesca dedica d’amore al nostro pianeta. «Ti amo ancora». Iniziamo a costruire la geometria della frase partendo dal centro. Le lettere prendono forma, optiamo per le dimensioni cubitali: 15 metri di altezza ciascun carattere. Ci organizziamo, scegliamo con perizia la tecnica, i ruoli e le soluzioni, perché crediamo fortemente che bellezza stia nei dettagli. Iniziamo a colorare. Inizialmente sembra una passeggiata, le lettere si colorano con una rapidità straordinaria, l'unione fa la forza. Presto però si fanno le 24 e gli ultimi pullman ci portano via metà della squadra. Sembra che il ritmo rallenti, ma tra musica sussurrata, nuove amicizie e strampalate tecniche di colorazione con gessetti, con grande stupore di tutti alle 3,30 finiamo l'ultima lettera. La stanchezza non ci ferma, il freddo non si sente, l'adrenalina ci consente di continuare a parlare tutta la notte, raccontarci le nostre vite, le nostre passioni, i nostri progetti. All'alba del 29 marzo facciamo colazione, alziamo il drone e fotografiamo il nostro grido". Ti amo ancora. Ne ha parlato tutta Italia, la scritta è già andata via, grazie ai solerti netturbini (che sarebbe bello vedere in azione per altre cause) e alla pioggia di ieri. Ma quel grido d'amore è rimasto come un segnale. "Tutto è tornato come prima, ma c'è una storia in più da raccontare" concludono gli Eugenio in Via Di Gioia.

Il racconto della band torinese è su Instagram.


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