Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Ti amo ancora, il grido d'amore alla Terra degli Eugenio in Via Di Gioia, da piazza San Carlo

In questi giorni Torino è stata protagonista dei media per un foto scattata da un drone e diventata virale, in cui si vede piazza San Carlo e si legge nel suo pavimento "Ti amo ancora". A rivelare l'arcano, nella loro pagina Instagram, gli Eugenio in Via Di Gioia: nessuna operazione di marketing e nessun vandalismo, Ti amo ancora è "una dichiarazione d'amore sincera. Una presa di coscienza proattiva verso una Terra che va curata. Verso un mondo economico, sociale e ambientale che va rivoluzionato. L'aria irrespirabile della nostra città, il consumo disastroso del nostro pianeta, l’inconsistente progetto di futuro per le nuove generazioni resteranno lì, sotto gli occhi di tutti, come da sempre, invisibili. Tutto questo non è più possibile. Siamo stati noi a gridare: ti amo ancora".


A realizzare la scritta, spiegano in un post successivo, "150 ragazze e ragazzi tra i 18 e i 29 anni", che si sono trovati il 28 marzo alle ore 21.30 in piazza San Carlo con "quattromila gessetti da scuola elementare bianchi, una trentina di rotoli di scotch di carta e un metro da sartoria". L'atmosfera vissuta p del tutto invidiabile: "Prendiamo la parola e proponiamo una gigantesca dedica d’amore al nostro pianeta. «Ti amo ancora». Iniziamo a costruire la geometria della frase partendo dal centro. Le lettere prendono forma, optiamo per le dimensioni cubitali: 15 metri di altezza ciascun carattere. Ci organizziamo, scegliamo con perizia la tecnica, i ruoli e le soluzioni, perché crediamo fortemente che bellezza stia nei dettagli. Iniziamo a colorare. Inizialmente sembra una passeggiata, le lettere si colorano con una rapidità straordinaria, l'unione fa la forza. Presto però si fanno le 24 e gli ultimi pullman ci portano via metà della squadra. Sembra che il ritmo rallenti, ma tra musica sussurrata, nuove amicizie e strampalate tecniche di colorazione con gessetti, con grande stupore di tutti alle 3,30 finiamo l'ultima lettera. La stanchezza non ci ferma, il freddo non si sente, l'adrenalina ci consente di continuare a parlare tutta la notte, raccontarci le nostre vite, le nostre passioni, i nostri progetti. All'alba del 29 marzo facciamo colazione, alziamo il drone e fotografiamo il nostro grido". Ti amo ancora. Ne ha parlato tutta Italia, la scritta è già andata via, grazie ai solerti netturbini (che sarebbe bello vedere in azione per altre cause) e alla pioggia di ieri. Ma quel grido d'amore è rimasto come un segnale. "Tutto è tornato come prima, ma c'è una storia in più da raccontare" concludono gli Eugenio in Via Di Gioia.

Il racconto della band torinese è su Instagram.


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