A pranzo da Piada Tosta, ambiente dinamico, insalate leggere e saporite

Una giornata calda di fine maggio e un pranzo con la sorella, da fare al volo. Siamo nella zona di riferimento della sorella e quindi è lei che guida e decide dove andare a mangiare, finiamo così da Piada Tosta, che mi piace e mi convince sin dal ciao. In via Sant'Antonio da Padova 14/b, il locale è piccolo, ma accattivante, propone lunghi tavoli con sgabelli, tavolini da 4 e anche da 2; tutto parla di green e di riciclo. La decorazione, così come i contenitori delle bottigliette dei condimenti, per esempio, sono realizzati con i tubi di cartone che contenevano i lucidi dei progetti, arrivati dalla precedente vita del proprietario, un ingegnere che ha deciso di voltare pagina; in alto, una bicicletta appesa al soffitto, fa pensare a uno stile di vita sostenibile; le tasche posteriori dei jeans sono diventate tanti quadri che coprono allegramente una parete. L'ambiente introduce alla filosofia dei piatti, con ingredienti stagionali, ben abbinati e di qualità. Nella stagione f

TorineSÌ per scelta: Eirini Giannakopoulou, l'eleganza un po' underground di Torino


Eirini Giannakopoulou, nata ad Atene, in Grecia, 38 anni, laureata in Architettura, architetta e co-fondatrice di SCEG Architetti


Sono arrivati a Torino per scelte sentimentali, familiari, professionali o magari perché un giorno ci sono passati, se ne sono innamorati e hanno fatto di tutto per non andare via. Il loro sguardo racconta aspetti della città che chi è nato
 e vissuto qui non vede, magari per abitudine, e offre muovi stimoli e nuovi suggerimenti (vedrete, mano a mano, diversi fili conduttori, nelle loro parole). Sono i TorineSÌ per scelta, quelli che hanno lasciato le loro zone comfort per aprire una nuova pagina di vita in città.
E grazie a tutti loro per il tempo, lo sguardo, le idee sulla Torino che vedono e quella che potrebbe essere.


- Quando e perché ha scelto Torino? La prima immagine e la prima impressione della città, all'arrivo
Sono arrivata a Torino da Atene per amore; avevo conosciuto mio marito in un Laboratorio di architettura ad Atene e abbiamo deciso di sposarci e vivere a Torino. Era febbraio 2010 e per me è stato un po' uno choc, per diverse ragioni. Arrivando da Atene, città caotica e rumorosa, mi sono trovata in una dimensione diversa, spazi grandi, comodi, vuoti! La mia idea di densità, sia di costruito-non costruito, pieno-vuoto, anche di auto, era un'altra. Le proporzioni erano molto diverse, molto denso e pieno ad Atene, qui largo e vuoto per meno gente. Quando i torinesi si lamentavano per il traffico io rimanevo stupitissima! La mia prima impressione di Torino è questo vuoto, tipo il lunedì mattina girare in città, con i negozi chiusi, la gente al lavoro e nessuno in giro.
Un'altra cosa che nessun torinese capisce: la regolarità dell'impianto ortogonale mi confondeva e mi perdevo, non avevo punti di riferimento; ad Atene sai che devi andare su o giù, hai una topografia movimentata, hai riferimenti chiari, a Torino ogni angolo era uguale; ho fatto fatica ad abituarmi.

- Una cosa che non avrebbe mai detto di Torino e che l'ha invece piacevolmente sorpresa, vivendoci; e invece la conferma, positiva o negativa, di un'idea che aveva già della città
Non avrei mai detto avesse un lato underground. Torino è un misto molto interessante; ha un'eleganza rivisitata con approccio urbano; non è la vecchia signora elegante, ha quest'inquietudine underground che ti sorprende. La conferma è stata il freddo, sono arrivata a febbraio e quel febbraio lì aveva poi nevicato diverse volte; ci ho messo tempo a regolarmi con l'abbigliamento!

- Cosa vorrebbe avesse Torino della sua città d'origine e, viceversa, cosa la sua città d'origine dovrebbe avere di Torino
Ragiono sempre con le velocità e vorrei uno scambio: Atene dovrebbe rallentare, Torino velocizzare. Quando torno ad Atene mi angoscia questa velocità, anche il modo di camminare più veloce, la velocità produttiva; invece qui è tutto molto più lento, a volte mi esaspera. Dovrebbero fare uno scambio e trovare entrambe un equilibrio diverso nel ritmo di vita.

- Il posto in cui ha iniziato a capire Torino, da consigliare anche a chi visita la città
Una piazza. Le piazze mi fanno sentire sempre in Italia, hanno un fascino sia geometrico che di velocità, con le persone che vanno e vengono; sono vuoti urbani che mi affascinano.

- Tre cose da cui Torino può ripartire dopo la crisi di questi anni e dopo la pandemia
Non tre, una: gli eventi. Torino ha perso molto negli ultimi anni, mentre con gli eventi era un bel riferimento anche internazionale. Ha una bella capacità di organizzare eventi e ha ottenuto bei risultati. Deve tornare a fare eventi, non le mancano strumenti né capacità.


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