Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

TorineSÌ per scelta: Eirini Giannakopoulou, l'eleganza un po' underground di Torino


Eirini Giannakopoulou, nata ad Atene, in Grecia, 38 anni, laureata in Architettura, architetta e co-fondatrice di SCEG Architetti


Sono arrivati a Torino per scelte sentimentali, familiari, professionali o magari perché un giorno ci sono passati, se ne sono innamorati e hanno fatto di tutto per non andare via. Il loro sguardo racconta aspetti della città che chi è nato
 e vissuto qui non vede, magari per abitudine, e offre muovi stimoli e nuovi suggerimenti (vedrete, mano a mano, diversi fili conduttori, nelle loro parole). Sono i TorineSÌ per scelta, quelli che hanno lasciato le loro zone comfort per aprire una nuova pagina di vita in città.
E grazie a tutti loro per il tempo, lo sguardo, le idee sulla Torino che vedono e quella che potrebbe essere.


- Quando e perché ha scelto Torino? La prima immagine e la prima impressione della città, all'arrivo
Sono arrivata a Torino da Atene per amore; avevo conosciuto mio marito in un Laboratorio di architettura ad Atene e abbiamo deciso di sposarci e vivere a Torino. Era febbraio 2010 e per me è stato un po' uno choc, per diverse ragioni. Arrivando da Atene, città caotica e rumorosa, mi sono trovata in una dimensione diversa, spazi grandi, comodi, vuoti! La mia idea di densità, sia di costruito-non costruito, pieno-vuoto, anche di auto, era un'altra. Le proporzioni erano molto diverse, molto denso e pieno ad Atene, qui largo e vuoto per meno gente. Quando i torinesi si lamentavano per il traffico io rimanevo stupitissima! La mia prima impressione di Torino è questo vuoto, tipo il lunedì mattina girare in città, con i negozi chiusi, la gente al lavoro e nessuno in giro.
Un'altra cosa che nessun torinese capisce: la regolarità dell'impianto ortogonale mi confondeva e mi perdevo, non avevo punti di riferimento; ad Atene sai che devi andare su o giù, hai una topografia movimentata, hai riferimenti chiari, a Torino ogni angolo era uguale; ho fatto fatica ad abituarmi.

- Una cosa che non avrebbe mai detto di Torino e che l'ha invece piacevolmente sorpresa, vivendoci; e invece la conferma, positiva o negativa, di un'idea che aveva già della città
Non avrei mai detto avesse un lato underground. Torino è un misto molto interessante; ha un'eleganza rivisitata con approccio urbano; non è la vecchia signora elegante, ha quest'inquietudine underground che ti sorprende. La conferma è stata il freddo, sono arrivata a febbraio e quel febbraio lì aveva poi nevicato diverse volte; ci ho messo tempo a regolarmi con l'abbigliamento!

- Cosa vorrebbe avesse Torino della sua città d'origine e, viceversa, cosa la sua città d'origine dovrebbe avere di Torino
Ragiono sempre con le velocità e vorrei uno scambio: Atene dovrebbe rallentare, Torino velocizzare. Quando torno ad Atene mi angoscia questa velocità, anche il modo di camminare più veloce, la velocità produttiva; invece qui è tutto molto più lento, a volte mi esaspera. Dovrebbero fare uno scambio e trovare entrambe un equilibrio diverso nel ritmo di vita.

- Il posto in cui ha iniziato a capire Torino, da consigliare anche a chi visita la città
Una piazza. Le piazze mi fanno sentire sempre in Italia, hanno un fascino sia geometrico che di velocità, con le persone che vanno e vengono; sono vuoti urbani che mi affascinano.

- Tre cose da cui Torino può ripartire dopo la crisi di questi anni e dopo la pandemia
Non tre, una: gli eventi. Torino ha perso molto negli ultimi anni, mentre con gli eventi era un bel riferimento anche internazionale. Ha una bella capacità di organizzare eventi e ha ottenuto bei risultati. Deve tornare a fare eventi, non le mancano strumenti né capacità.


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