Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Le visite ai Palazzi delle Istituzioni, da Palazzo Civico all'Archivio di Stato, dal 25 aprile

Tre date importanti, per visitare la zona del comando torinese: 25 aprile, 2 giugno, 4 novembre, rispettivamente Festa della Liberazione, Festa della Repubblica e Festa delle Forze Armate. In queste occasioni saranno aperte al pubblico le sedi delle istituzioni civili, per un itinerario davvero più unico che raro. Il percorso di visita partirà dal Cortile d'Onore di Palazzo Civico, proseguirà quindi nelle Sale Auliche, " Scalone d'Onore seicentesco, la neoclassica Sala dei Marmi e il suo loggiato, la Sala delle Congregazioni, la splendida Sala Rossa, cuore della vita amministrativa torinese" elenca il comunicato stampa. La visita a Palazzo di Città si concluderà nell'Ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale, eccezionalmente aperto al pubblico. Quindi, lasciata la sede del Comune, si raggiungerà la vicina piazza Castello per entrare nella zona del comando dell'antica capitale dei Savoia. In Palazzo Reale si visiteranno le sale di rappresentanza e si raggiungerà la Galleria Beaumont, dove si trova l'Armeria Reale, "che accoglie la raccolta dinastica di armi e armature antiche". "Al termine, lo scalone alfieriano che collega gli appartamenti reali con le costruzioni destinate alle Segreterie di Stato, agli Archivi di Corte e al Teatro". Di qui si passerà ad ambienti difficilmente aperti al pubblico.


Non solo il Palazzo delle Segreterie, da cui i sovrani sabaudi governavano il loro Stato, diventato Prefettura da quando la capitale è stata spostata prima a Firenze e poi a Roma. Ma anche la Galleria, "ideata da Juvarra ma realizzata da Benedetto Alfieri tra il 1738 e il 1756, un lungo ambiente di raccordo tra la Galleria Beaumont e gli Archivi di Corte, affacciata sui Giardini Reali. La decorazione della volta risale alla stagione del rinnovamento dei reali palazzi voluto da Carlo Alberto". E, superata la Galleria, si arriverà all'aula del Consiglio della Città Metropolitana, già Provincia di Torino, e, infine, all'Archivio di Stato, "le cui sale furono ideate ancora una volta da Juvarra per conservare i documenti dell'Archivio di Corte, tuttora custoditi nelle «guardarobe» che circondano le stanze. Originariamente i Regi Archivi erano uno dei luoghi più segreti dello Stato sabaudo: potevano accedervi solo il re, i suoi ministri e gli archivisti". L'itinerario terminerà nella Biblioteca antica dell'Archivio e si uscirà dallo scalone juvarriano, che fu antica via di accesso e di uscita dalle sale dell'Archivio di Corte.

I gruppi saranno accompagnati nella visita dai volontari delle istituzioni coinvolte, insieme agli studenti dell’Istituto Norberto Bobbio di Carignano impegnati in un progetto di alternanza scuola-lavoro. L’ingresso è gratuito esclusivamente su prenotazione, nel sito www.turismotorino.org/visite_palazzi_istituzioni, dove potrete trovare tutte le informazioni sugli orari, tutti pomeridiani, e sulle modalità di visita.


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